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La meditazione della rana zen



La rana zen si recò dal suo prezioso e stimato maestro per chiedergli ragguagli sulla sua pratica meditativa.

- Maestro – esordì – ho la sensazione d'attraversare un acquitrino disgustoso e irto di pericoli. Sono aggressiva. Il mio livello di sopportazione è diminuito parecchio. Basta un nonnulla e mi irrito. Sono così confusa che non riesco più a meditare. Che fare?

- Chiariscimi un po' la tua meditazione. - Cos'è che ti ho insegnato, figliola?

- Maestro – replicò prontamente la rana, evidentemente contenta dalla piega presa dall'insolito discorso – la mia meditazione consiste nell'osservare il respiro, l'aria che entra, quella che esce, le pause. Prendo atto di tutto ciò che accade. Osservo, persino, la difficoltà che provo talvolta a respirare, nonché la paura nel sentirmi più libera, centrata e in sintonia con l'universo quando il respiro diventa prima più fluido, poi via via impercettibile. Ci sono momenti in cui la mia osservazione si fa più precisa. Non osservo più le fluttuazioni del respiro, bensì la mente stessa che genera l'impulso a respirare.

- Figliola, cos'è la meditazione?

- La meditazione vera e propria mi accede quando i pensieri si fermano da sé.

- Perché sei così suscettibile? Rispondi subito!

La rana divenne perplessa. Il maestro l'interrogava sulla soluzione ai suoi stessi problemi. Ma non era lui che avrebbe dovuto risponderle? Tuttavia, senza nemmeno rifletterci ...

- Sono troppo presa dai pensieri. Mi affidato troppo alla mente. Persino i miei giochi si sono trasformati in esercizi mentali.

L'ombra di un rude bastone pronto a colpire si stagliò sull'acciottolato sconnesso dello splendido giardino in cui sedevano.

- Che suggerisci? L'incalzò il venerabile.

- Più contemplazione, maestro. Ammirare in silenzio il sole che sorge. Tener conto della natura. ...

- Non basta. Spingiti oltre!

- Ammirare il cosmo, il creato, l'increato. Ciò che c'era e non esiste più. Quello che potrebbe accadere, ma non avverrà mai. Percepire il presente.

- Non basta. Spingiti oltre!

- Contemplare ciò che non ammette replica. Argomentò sorridente la rana.

E piovve.

Fonte:http://www.meditare.it/racconti/la-meditazione-della-rana-zen.htm

Origine dei pensieri



"Cerca il Sè con la meditazione in questo modo. Segui ogni pensiero sino alla sua origine".

"«Ci si chiede: in chi sorge questo pensiero?». E se la risposta è «Nell'io», ci si libera dal pensiero chiedendosi: «Chi è questo io e qual'è la sua sorgente?»".

"Man mano che i pensieri sorgono dovrebbero essere distrutti immediatamente, nel momento stesso della loro origine, attraverso l'indagine [...]. Finché ci sono nemici all'interno del forte, continueranno a dare battaglia; se sono distrutti mentre si alzano, il forte cadrà nelle nostre mani".

Fonte:oradimeditazione.net

La forza del pensiero


La mente dell’uomo è strumento meraviglioso, ma va dominata e adoperata saggiamente, altrimenti può essere causa di mali seri nell’anima e nel corpo, perciò non dovremmo mai crearci delle idee mentali di mali immaginari e tanto mento ospitare dei pensieri negativi.

I pensieri che vanno accolti e quelli che vanno respinti

I pensieri che sono nella nostra mente, a volte sono pensieri vagabondi; sono pensieri di altre persone che sono entrati nella nostra mente perché hanno trovato la porta aperta.

Chiudete le porte agli ospiti indesiderabili. Se qualcuno entrasse furtivamente, mettetelo subito alla porta, ma senza violenza. Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenità e del vostro progresso. Cacciateli senza pietà e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrrà nella vostra vita in poco tempo.

Non permettete a pensieri malevoli e distruttivi di entrare in voi. Tenete la vostra mente libera da tali veleni psichici che finirebbero fatalmente d’intossicare tutta la vostra vita. Siate pronti a difendervi da questi nemici della vostra salute psichica e morale.

Noi siamo quello che pensiamo di essere

Coloro che si sono occupati dei meccanismi che governano la mente, sono tutti d’accordo sul fatto che ogni azione è necessariamente il prodotto di un pensiero anteriore. Le negatività entrano in noi soltanto nella misura della nostra incapacità di padroneggiare i nostri pensieri.

Saper dominare i propri pensieri è una grande arte che s’impara con pazienza e perseveranza. Noi siamo oggi quello che abbiamo pensato ieri e saremo domani ciò che pensiamo oggi. La nostra vita è tessuta dai fili dei nostri pensieri: ci accade sempre quello che noi siamo convinti che ci accadrà. Per la Legge di causa e di effetto, il risultato di ciò che pensiamo o facciamo matura gradualmente. Se dovesse maturare tutt’insieme, ne saremmo sopraffatti.

Quando siamo turbati che cosa è turbato in noi? E’ sempre la mente che è turbata: se essa fosse serena ed in pace anche noi saremmo tranquilli. Come proteggiamo le nostre case dai ladri, dobbiamo imparare a proteggerci dai pensieri negativi che creano solo dei danni. Dobbiamo cacciarli dalla nostra mente o, meglio ancora, neutralizzarli con un pensiero positivo (preghiera o altro).

I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici

Sono da rifiutare quei pensieri distruttivi che suggeriscono debolezza, malattia, disgrazia, insuccesso, povertà o peggio ancora odii, invidie, rancori e simili. I pensieri distruttivi sono i nostri peggiori nemici. Evitateli, come evitereste un ladro, perché vi tolgono la pace, l’armonia e la serenità.

Chi avesse tendenza a guardare ed a pensare al lato negativo delle cose, deve correggere questa malaugurata abitudine, perché attira a sé i mali che guarda, che pensa, che teme. Si racconta che in un bar di paese due vecchietti stavano di fronte ad una bottiglia di vino piena solo a metà. Uno dei due disse tristemente: “Che peccato ci è rimasta solo mezza bottiglia”, l’altro invece, esclamò con gioia: “Che bellezza, abbiamo ancora mezza bottiglia da bere!”. E voi cosa avreste detto in tale situazione?

L’abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realtà di ogni momento e considerandola come una verità eterna, è un meraviglioso tonico che vi darà la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata.

Cosa accade se detestate una persona?

Immaginate di detestare una persona fino a desiderare ogni giorno di assassinarla; sebbene non lo facciate perché non osereste, i vostri pensieri di morte rischiano seriamente di realizzarsi, poiché vi sarà qualche altro individuo nel mondo che, possedendo una struttura affine alle vostre disposizioni, capterà il vostro pensiero per la legge di affinità, e sarà costui che commetterà in qualche luogo un crimine di cui, senza saperlo, siete stato voi la causa.

Quanta gente commette delle azioni spaventose e poi dice: “Non so come abbia potuto farlo, non avevo mai pensato a ciò, ho obbedito a un impulso che era più forte di me!”: sono stupiti loro stessi e non riescono a capacitarsi di quanto abbiano potuto commettere. Ebbene, avviene che, a loro insaputa, siano stati influenzati. Naturalmente, quanto vi indico per i pensieri vale nella stessa misura anche per i sentimenti. Come il pensiero, anche il sentimento è una forza che dall’uomo per andare nello spazio a generare il bene o il male.

Impegnatevi dunque con determinazione a proiettare solo pensieri e sentimenti che abbiano le conseguenze più benefiche. Quando sentite di non avere più il controllo della situazione o che vi lasciate andare a degli impulsi negativi, dovete reagire prontamente e cercare di dare ai vostri pensieri un’altra direzione. Se non siete coscienti, se coltivate pensieri cattivi senza nemmeno prestarvi attenzione, essi andranno a lavorare a danno vostro.

E’ detto nei Vangeli: “Siate vigili!”. Ciò vuol dire vigili su tutto ciò che accade in noi, e non per ciò che può giungere dall’esterno. Dall’esterno non rischiamo grandi cose, non è necessario essere sempre all’erta per sorvegliare chi potrebbe colpirci all’angolo di una strada. “Siate vigili”… E’ lo spirito, è la coscienza che devono essere vigili. Questo consiglio riguarda la vita interiore molto più della vita esteriore.

Imparare a pensare bene

Il primo impegno, per chi vuol vivere bene, è imparare a pensare bene, chiaramente, nettamente. Questa è l’arte più importante che uomo possa apprendere per se stesso e per coloro che lo circondano. Se riflettessimo sui benefici che derivano dal retto pensare e sui gravi danni del pensare distorto, metteremmo certamente un grande cura per disciplinare la nostra mente.

Pensar bene è fonte di salute e di serenità, benefici inestimabili nella vita che conduciamo su questo nostro pianeta. Pensar bene significa irradiare pensieri di amore e di luce verso tutte le persone e tutte le cose, a chi è vicino ed anche a chi è lontano, l’energia del pensiero non conosce i limiti dello spazio.

Come sostituire i pensieri negativi con altri positivi

E’ necessario che ci esercitiamo ogni giorno al fine di diventare capaci di sostituire i pensieri negativi con altri opposti, costruttivi, positivi, elevati, sereni. Per facilitare questa sostituzione dovremmo prendere la bella abitudine di scrivere su un quadernetto tutte le massime, i pensieri, le preghiere o altro che ci colpiscano per la loro bellezza od il loro contenuto spirituale.

La qualità dei pensieri determina la qualità della nostra vita. Nessuno può vivere bene, nel vero senso della parola, se i suoi pensieri non sono elevati e luminosi. Una mente piena di pensieri buoni offre una vita sana, gioiosa ed ottimista.

La sofferenza ha sempre uno scopo da perseguire

Pensate che tutto quello che vi accade, anche se al momento vi fa soffrire, è quanto di meglio vi possa accadere, perché diretto dalla Saggezza Cosmica che vede anche ciò che l’uomo troppo spesso non comprende. Anche le cose spiacevoli, che considerate “negative”, hanno uno scopo ben preciso: servono a chiudere i conti che avete aperto nel passato oppure a crescere forti in qualche virtù, con la comprensione, la pazienza, il coraggio, l’indipendenza e così via…

I pensieri sereni, costruttivi, sono di per sé un rimedio a un gran numero di mali come le idee nere, malinconiche. L’ottimismo da solo è l’antidoto delle peggiori malattie mentali. Il pessimismo, invece, è solo procuratore di disgrazie, malattie e miseria.

Montate la guardia sulla soglia della vostra mente: non lasciate entrare nessun nemico della vostra serenità e del vostro progresso. Cacciateli senza pietà e sarete meravigliati del miglioramento totale che si produrrà nella vostra vita in poco tempo.

L’abitudine di coltivare pensieri di salute, di energia, di vigore e di bene, facendone una realtà di ogni momento e considerandola come una verità eterna, è un meraviglioso tonico che vi darà la sensazione di una forza accresciuta e rinnovata.

Lavorate a difendere idee sane, di fede, di speranza, di amore. Date fiducia agli uomini depressi e avviliti.

Chi irradia pensieri gioiosi, sereni, ottimisti, incoraggianti, spande luce di sole ovunque passa; è un potente aiuto che alleggerisce il peso della vita a tanti, curando le piaghe e confortando gli scoraggiati…

Conservate l’amore per tutti gli uomini e per tutte le cose, ma difendetevi vigorosamente contro le aggressioni dei pensieri negativi che renderebbero infelice tutta la vostra vita.

Un pensiero del maestro Omraam Mikhael Aivanhov

La potenza più grande che Dio potesse concedere è stata donata allo Spirito. E poiché ogni pensiero, creatura dello Spirito, è impregnato di tale potenza, è naturale che essa agisca. Sulla base di questa conoscenza ognuno di voi potrà diventare un benefattore dell’umanità: attraverso lo spazio fino nei mondi più lontani, potrà inviare i propri pensieri come messaggieri, come creature luminose, che si incaricheranno di aiutare gli esseri, di consolarli, di illuminarli e di guarirli.

Colui che compie coscientemente questo lavoro penetra a poco a poco negli arcani della creazione divina.

Conclusione di Annie Besant

Noi, dunque, possiamo imparare ad utilizzare le grandi forze che giacciono nell’intimo di noi tutti, e ad utilizzarle in vista del miglior risultato possibile. Con l’impiegarle si svilupperanno, ed infine, con sorpresa e gioia, scopriremo qual grande potere di servigio si possieda.

Si rammenti che questi poteri già li stiamo usando di continuo, inconsciamente e spasmodicamente e debolmente, influenzando sempre in bene o in male tutto ciò che fiancheggia il sentiero della nostra vita. Qui s’è tentato di indurre il lettore ad utilizzare le medesime forze coscientemente, fermamente e vigorosamente. Noi non possiamo esimerci dal pensare in qualche misura, per quanto possano poi esser fragili le correnti-pensiero che generiamo; che con esse andiamo ad influenzare quel che ci circonda, lo si voglia o non lo si voglia, e la sola questione su cui si deve decidere è se lo faremo beneficamente o nocivamente, debolmente o vigorosamente, trascinati dalla corrente o per deliberato proposito.

Noi non possiamo impedire che i pensieri degli altri vengano a contatto del nostro corpo mentale; possiamo solo fare la scelta tra quelli che riceveremo e quelli che respingeremo. Necessariamente influenziamo e siamo influenzati; ma possiamo influenzare gli altri in senso benefico o dannoso, possiamo essere influenzati dal bene o dal male. Su questo dobbiamo fare la nostra scelta, una scelta ponderosa per noi stessi e per il mondo:

Scegli bene, perché la tua scelta, pur breve, ha un valore infinito.

Fonte:Lamentemente.com

La mente che mente

«Le intuizioni e i concetti costituiscono gli elementi della nostra conoscenza, così non possono esserci concetti senza intuizioni e intuizioni senza concetti.» (Kant)

La lettura è da molti anni una mia grande passione, il modo per entrare nei reami della conoscenza, attraverso gli occhi di grandi scrittori. L’uomo che cerca la verità o qualsiasi altra cosa stimoli il proprio interesse, deve necessariamente fare dell’esperienza altrui, una tappa fondamentale per accrescere la propria conoscenza. Pian piano si delineano sentieri sempre più affascinanti, un viaggio nel paese delle meraviglie del mondo. Un romanzo può catturare i nostri sensi e trasportare la nostra mente attraverso luoghi ed emozioni lontane. Un testo scientifico apre la nostra mente ad una conoscenza più grande, un testo classico lascia indelebile una traccia nel nostro modo di pensare.

A poco a poco la conoscenza accresce in noi, il percorso spesso si concentra in una direzione, altre volte spazia fra diversi tipi di informazione. Tutto si mescola nella nostra mente, contribuisce a creare la nostra personale visione della realtà, crea i presupposti per costruire la nostra personalissima verità. Questa ricerca è necessaria per comprendere meglio le sfaccettature dell’esistenza e i segreti nascosti dell’universo, contribuisce a rinforzare un pensiero in modo autonomo e indipendente. Il questo caso la nostra parte razionale è sempre all’opera per discernere il bene e il male, secondo la nostra personale visione della vita, i nostri valori e le nostre tradizioni.

Alla lunga tuttavia, questo approccio può essere limitato, sembra quasi costretto in una stanza con poche finestre, dalla quale è molto difficile evadere. Non si è mai certi dell’autenticità del nostro pensiero, crediamo di possedere idee nostre, ma spesso tali convinzioni derivano da una memoria collettiva che agisce sulla nostra mente, consciamente o inconsciamente. La parte razionale cristallizza il pensiero e lo fortifica fino a creare delle convinzioni talmente radicate da non poter mai essere messe in discussione. La mia esperienza è sempre stata di cercare un compromesso fra la mente razionale e mondo delle percezioni. L’uomo ha il privilegio di possedere doti superiori rispetto agli animali, anche se ha in qualche modo dimenticato le attitudini più semplici e istintuali proprie dei nostri amici “inferiori”.

Aprirsi alle percezioni permette di acquisire una conoscenza molto diversa da quella costruita dalla mente, l’esperienza diretta diventa il veicolo per accrescere la nostra consapevolezza. Il corpo è chiamato a partecipare in ogni sua parte a questo processo. A volte alcune grandi verità possono essere spiegate e comprese solo se si riesce ad applicare tutte le nostre potenzialità, l’integrazione fra corpo, anima e mente. Questo approccio consente di avere una visione più ampia, permette di entrare in reami invisibili, è in grado di colmare le nostre ricerche in modo ancora più efficace. “Sentire” l’ambiente circostante, provare a vivere secondo le leggi della percezione, porta a sviluppare in noi delle doti in grado di comprendere a fondo ogni piccolo particolare della manifestazione del creato.

L’universo è composto di forme visibili e di forme non visibili, la materia per molti è una forma di energia cristallizzata, che vibra a frequenze più basse. Tali frequenze siamo abituati a percepire poiché simili alla nostra configurazione energetica. Modificando tale configurazione possiamo integrare le nostre capacità e spingerci oltre, varcare l’uscio della stanza della mente per accedere a mondi ancora da scoprire. L’esperienza diretta come strumento di ricerca, la consapevolezza come fine per la nostra esistenza.

Questo approccio olistico dell’uomo e delle sue potenzialità, permette di agire secondo logiche più universali, permette l’apertura del cuore e l’accoglienza dell’Amore universale nella nostra vita. Un cammino che accelera verso il ricongiungimento dell’Uno, sfruttando a pieno ogni nostra caratteristica latente. La mente a volte mente, le percezioni posso essere ingannevoli, ma nulla potrà essere più veritiero dell’utilizzo di queste facoltà in sinergia perfetta fra loro, l’interazione fra ragione e cuore, l’unica via per la vera scoperta della natura dell’uomo. Giusta o sbagliata che sia, sarà sempre dettata dalla nostra esperienza diretta, unica vera alleata fedele nel cammino evolutivo. La ricerca della verità dentro di noi come porta d’accesso alla verità assoluta, la strada maestra verso la vera Conoscenza.

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Intenzioni e controintenzioni


Prima di avventurarsi nel processo del pensare, l’Io dimora nel silenzio, e lì esprime intenzioni.

Considerando l’immenso potere energetico che l’Io possiede sin dal momento del concepimento, non esiste ragione al mondo perché un’intenzione non divenga istantaneamente funzionante realtà.
L’intenzione pura però, purtroppo, viene tradotta in pensiero e questo solo passaggio la riduce, poiché la mente non è in grado di elaborare un pensiero che corrisponda ad un evento che non gli appartiene: emettere intenzioni.
Ciò che chiamiamo comunemente intenzioni sono in realtà ormai pensieri articolati e formati dalla struttura limitata del linguaggio.
Procedendo in tal modo, quando il processo del pensare definisce un’intenzione, immediatamente per associazione ne elabora un’altra in genere diametralmente opposta o quanto meno diversa dalla prima. Ecco il motivo per cui un’intenzione non si palesa producendo istantaneamente l’effetto cui era preposta.
Sappiamo però che un’intenzione totalmente scevra da controintenzioni agisce sempre. Cristo diceva: “Se comanderai all’albero di sradicarsi e di trapiantarsi in mare, egli lo farà”. Già. Il fatto è che pochissime intenzioni sono così pulite da agire istantaneamente.
Le prime controintenzioni le troviamo proprio nell’individuo che concepisce l’intenzione primaria. Il suo personalissimo ego, frustrato, con una bassa autostima agisce ogni volta contro le intenzioni dell’Io.
L’ego, quell’ammasso di contraddizioni, quel ricettacolo di immondizia che sono i condizionamenti ricevuti, esige di controllare e dominare a scapito della totalità dell’Essere.
L’ego è una struttura illusoria, vestita però di una corazza molto robusta, a cui sono stati dati, negli anni, quasi la totalità dei poteri. L’ego avvolto in un manto di ermellino crede di essere il re e invece non è nemmeno il mantello!
E se per caso in un momento di disattenzione dell’ego, l’Io esprimesse l’intenzione pura, ecco che subito l’ego, che non avrebbe avuto tempo di fornire un’intenzione contraria, insinuerebbe il dubbio.
L’ego è l’individuo a cui è stato fatto credere di valere poco, e che ha imparato a non stimarsi.
L’individuo quando era bambino “vedeva” e “sentiva”, ma ogni volta che comunicava quanto vedeva e sentiva al di là della normale vista e del normale udito veniva immediatamente considerato bugiardo da genitori, nonni e insegnanti.
Così ha imparato a tacere, a fingere, a mentire e a perdere col tempo queste qualità.
Può succedere in alcuni casi che l’ego, investito dell’intenzione dell’Io, tenti di esprimerla. Ma, ahimè, egli “sa” di non saper portare a termine quel compito, di non poterlo fare.
L’insicurezza, la disistima, la sfiducia sono così schiaccianti da invalidare quelle rare volte in cui “lui” ci prova.
Appunto ci “prova”.
Ed è proprio il fatto di “provarci” che gli impedisce la riuscita, inibendo all’Io il potere di operare miracoli.
Anziché provare, l’uomo dovrebbe semplicemente lasciare che l’intenzione si palesasse e tutto avverrebbe. L’abilità di mantenere inflessibilmente l’intenzione concepita permette il verificarsi di un fenomeno molto particolare.
L’intero universo è sorretto da un’intenzione. Per una scelta linguistica chiameremo questa Intenzione Cosmica.
Ora l’Intenzione Cosmica promana le sue proprie emanazioni senza che queste incontrino mai ostacoli. O meglio non esistono ostacoli per l’Intenzione Cosmica. E ancora, gli “ostacoli” sono anch’essi parte dell’Intenzione Cosmica.
Il fenomeno particolare che si verifica, quando una persona produce un’intenzione inflessibile, è che la propria intenzione si allinea alle emanazioni dell’Intenzione Cosmica assumendo in tal modo un potere energetico immenso.
In questi casi l’intenzione produce sempre l’effetto. Esistono però altre controintenzioni; quelle prodotte da altri esseri umani. Prime fra tutte a creare ostacoli ad un’intenzione espressa sono quelle dei famigliari, dei parenti e degli amici, infine quelle dei conoscenti.
Le controintenzioni di queste persone sono spesso palesate dalle loro stesse parole: - “Ma cosa dici?” - “Ma non dire stupidaggini, non è possibile che tu riesca in quella cosa” - “Ma figurati se proprio tu ci riesci” - “Ma chi ti credi di essere” - “Non sei mica un mago” (Perché no poi?).
È chiaro che le controintenzioni di queste persone sono dettate dalla loro bassa autostima; non è però solo questa a far verbalizzare le loro disapprovazioni, ma anche la “paura che tu riesca veramente” confermando, in tal caso, la miseria spirituale in cui vivono. Ad esse si aggiungono l’invidia, la gelosia, l’antagonismo e tutte le motivazioni dettate dal loro diabolico ego che stimolano ulteriore disapprovazione.

[...]

Quando le controintenzioni sono palesate non è difficile in realtà difendersi da esse. È sufficiente il silenzio. Naturalmente “prima”!
Può succedere però che certe controintenzioni non siano affatto espresse verbalmente ma solo pensate.
Sappiamo che il pensiero è percepito da aree profonde della coscienza e che se anche non affiora alla consapevolezza, esso agisce in profondità, subliminalmente.
Essere pertanto bersaglio di pensieri contenenti controintenzioni è altrettanto limitante, se non di più. Lo è certamente di più quando questi pensieri sono presenti nelle persone a noi più vicine, poiché quei pensieri agiscono nascostamente, quasi a nostra insaputa.
“Quasi”, perché in realtà le controintenzioni le percepiamo sempre. Provate a ricordare un vostro progetto di cui avete fatto cenno a qualcuno, un parente, la madre, il padre, il marito, la moglie. Considerate un progetto che ha richiesto un certo sforzo per essere realizzato, oppure che non è mai stato realizzato. Possono essere successe due cose: o il parente vi ha espresso la sua disapprovazione oppure l’ha semplicemente pensata. Ma se voi contavate sul suo appoggio, anche solo psicologico, ecco che non solo questo non lo avete ricevuto, ma avete ricevuto addirittura un’erosione della vostra energia.
La controintenzione non detta può manifestarsi in più modi: la persona che la proietta può non essere presente quando voi ne avete bisogno, provocando così un dispendio superiore di vostre energie.
Può casualmente interferire col vostro progetto mandandolo all’aria o renderne la realizzazione estremamente più complessa e difficoltosa, e ancora a scapito della vostra energia.
Può provocare a se stessa malattie per cui la vostra attenzione sarà assorbita da lei e non più dall’intenzione primaria. Può causare a voi incidenti per frenare e infine bloccare quanto state intraprendendo.
E se ha fantasia può trovare mille altri modi per interferire sulla vostra intenzione. Perché? Non si sa esattamente. Si può solo supporre che la persona attui tutto quanto solo per paura. In genere nei miei seminari scopro che è sempre la paura a stimolare controintenzioni.
Possono però succedere altre cose. La persona che ha controintenzioni può manifestare invece molto interesse per la vostra idea ed offrirvi il suo aiuto. Così avrà modo di esercitare un controllo molto più ravvicinato!
In questo caso potrà sbadatamente compiere o far compiere errori madornali perché il progetto fallisca. Tutto questo non avviene, come verrebbe da pensare, in modo inconscio. La persona sa esattamente che non vuole che il progetto si realizzi. Non sa perché non vuole, ma sa che non vuole, pur tentando disperatamente di nasconderlo anche a se stessa.
Se poi il progetto va in fumo le frasi che queste persone solitamente dicono sono: “In realtà io ho sempre avuto dubbi sulla tua riuscita” oppure “Sin dall’inizio una vocina dentro di me diceva che sarebbe finita male” o altre frasi del genere che rivelano in pieno le controintenzioni non dette.
Chi è portato a dire almeno ad una persona quello che intende fare, quindi ad esporre la propria intenzione, pensa di ricevere da questa conforto, fiducia, comprensione, entusiasmo.
Non sa che in realtà cerca un altro flusso di energia. Egli chiama conforto, fiducia, comprensione ecc. quello che in realtà è energia.
In certi casi è più saggio usare bene solo la propria! E in silenzio. Vero è che “…se due o più di voi chiederanno qualcosa la riceveranno sicuramente…”, sì, ma con la stessa identica intenzione.
L’Energia Cosmica, a cui tutti possono attingere, è un unico costante “sì”.
Se la persona riuscirà ad “essere” un’intenzione veramente pulita da ogni controintenzione, non solo usufruirà in modo adeguato della propria energia, ma l’intenzione personale sarà allineata all’Intenzione Cosmica e quindi ad una fonte energetica inesauribile.
Tanto più l’intenzione è pulita, tanto più sarà allineata all’Intenzione Cosmica; la totale pulizia dell’Intenzione permetterà un allineamento così intenso che l’intenzione non sarà più quella della persona, ma quella dell’Intenzione Cosmica, quella dell’Intento in senso astratto: la più potente energia esistente.
A quel punto nessuna controintenzione espressa o no da altri potrà minimamente ledere.
Occorre però che la persona sia in grado di attirare a sé quel tipo di energia, e per fare questo ha un solo modo: essere inappuntabile.
L’inappuntabilità è una scelta di vita. È un modo di essere.

Testo tratto da “Infiniti Risvegli”

Fonte:LAMENTEMENTE.COM