Ascoltiamo il corpo...


Oggi parliamo di una tecnica meditativa che ha lo scopo di eliminare l'impulsività (che è conseguenza delle emozioni negative), senza reprimerla, ovviamente, perchè non c'è cosa peggiore che la repressione. Ma ovviamente non si può nemmeno esprimerla, perchè anche esprimerla è negativo: reprimere l'impulsività o una emozione è negativo per se stessi, e esprimerle è negativo per gli altri; nel primo caso feriremo noi stessi e nel secondo caso feriremo gli altri; oltre il fatto che dopo averle espresse ci sentiremo in colpa verso l'altro.
Ma c'è una terza via che non è repressione nè espressione dell'emozione negativa o dell'impulsività: la trascendenza.
La meditazione è trascendenza delle emozioni negative e quindi dell'impulsività e a quel punto non danneggeremo nessuno.
Ma passiamo alla tecnica per trascendere le emozioni negative che danno avvio all'impulsività.

Meditare vuol dire: "ascoltare" con il corpo

Ogni giorno ci troviamo ad affrontare situazioni che ci causano malumore e che non ci fanno vivere serenamente la nostra vita quotidiana. Ogni piccolo momento passato nell'ansia, nel nervosismo, nell'arrabbiatura ecc., si ripercuote negativamente sulla nostra salute.
Ma basta poco per incidere negativamente sulla salute, anche se non ce ne rendiamo conto, presi come siamo da tanti impegni. Anche perché di motivi per arrabbiarsi ogni giorno la vita ce ne offre tanti; l'automobilista indisciplinato, le persone scortesi, un collega antipatico, la fila per pagare le bollette, il vicino di casa che non rispetta le regole condominiali, la suocera, ecc. ecc.

Non sappiamo però, che il malcontento che queste situazioni generano in noi, dipendono da come noi le affrontiamo.
Un vecchio proverbio cinese (credo), dice in sintesi "che noi non possiamo cambiare il mondo se prima non cambiamo noi stessi." In altre parole se il nostro approccio col mondo esterno cambia, cambia il mondo esterno.

Cosa vuol dire "ascoltare con il corpo".

Generalmente, quando ascoltiamo una persona, la nostra attenzione è focalizzata su quella persona, e noi siamo completamente dimentichi di noi stessi. Noi non siamo presenti. E' come quando in una casa manca il padrone: gli invasori hanno campo libero.

Ora immaginiamo che questi invasori siano nel nostro caso, la rabbia, l'ansia, l'irritazione, il turbamento, e tutte quelle emozioni negative che cerchiamo con tutte le nostre forze di controllare ogni volta, ma che sistematicamente ci sopraffanno, lasciandoci sempre amareggiati, oppure se per caso le reprimiamo, ci danneggiamo comunque, e prima o poi esploderanno con ancora più forza, minando la nostra salute e quella degli altri. Ascoltare con il corpo allora, significa essere presenti, e se noi (il padrone) siamo presenti, gli invasori (emozioni negative) avranno vita dura.......diciamo anzi che non possono proprio convivere.

Quando siamo costretti a interagire con una persona che ci provoca quelle emozioni negative, cerchiamo di percepire il nostro corpo, la nostra presenza. Per prova, lo potremmo fare davanti alla televisione con quei personaggi che ci sono antipatici.
Noi ascoltiamo quel personaggio e subito sentiamo una sensazione sgradevole; la nostra mente immediatamente avrà dato il suo giudizio negativo. Allora cominciamo ad ascoltare, percependo contemporaneamente il nostro corpo, la nostra presenza.
Quindi, ascoltando mentre si è consapevoli di se stessi.

Quando siamo presenti noi, l'emozione negativa scompare. Non sto dicendo che improvvisamente la persona antipatica ci apparirà simpatica, ma non sarà presente l'elemento di disturbo, la cui presenza ci farebbe interloquire in maniera negativa con quella persona. In altre parole, l'approccio con l'altro non sarà più influenzato dal nostro atteggiamento negativo, perché non ci sarà l'emozione negativa che lo provocherebbe.
E non saremo preda delle emozioni negative e quindi nemmeno dell'impulsività che ne segue.

Fonte:Cosenascoste.com

Cosa è la consapevolezza


Ci sono mille modi per definire la Consapevolezza, quello stato di meditazione che l’uomo cerca di rincorrere da sempre per far cessare la sua infelicità.
E ci sono mille modi per definirla perché essa non può essere definita e per poter sapere di cosa si tratta la si deve sperimentare.
Ma allora perché definirla? Perché perdere tempo in una impresa già fallimentare in partenza?
Perché in qualche modo si cerca di dare delle indicazioni come in un gioco in cui, grazie a degli indizi, bisogna trovare un oggetto nascosto. Ecco, potremmo dire che la Consapevolezza è un oggetto nascosto e le definizioni sono gli indizi per poterlo trovare. E’ una caccia al tesoro, in definitiva, perché trovare la Consapevolezza è come trovare un tesoro, e anzi, molto più di un tesoro. Perché un tesoro, per quanto grande sia, prima o poi finisce, mentre la Consapevolezza non finirà mai, perché essa è l’Esistenza e come può finire l’Esistenza?
Può finire il mondo materiale, fisico, perché esso può essere distrutto, ma l’Esistenza non può finire perché essa non è fisica, non è materiale e ciò che non è materiale è eterno.
E allora cominciamo col dare una prima definizione: la Consapevolezza è immateriale e per tanto è eterna.
E da questo punto di vista la Consapevolezza può essere paragonata allo Spirito, perché anche esso è eterno; e infatti per me Consapevolezza e Spirito sono la stessa cosa, solo che lo Spirito ha i connotati del divino, mentre la Consapevolezza è di matrice non divina; il primo appartiene ai soli credenti mentre la seconda a tutti.
Essere Consapevoli vuol dire anche essere nel tempo presente, perché solo il presente è eterno ed è l’unica dimensione che Esiste; passato e futuro in realtà non Esistono perché essi sono solo nella mente e tutto ciò che è nella mente non Esiste.
Come avrete notato ho scritto la parola Esiste, maiuscolo, e questo per mettere in risalto che per esistenza intendo qualcosa che E’ in questo momento, e solo nel presente le cose Sono; l’albero E’ in questo preciso istante, e questo istante è il presente che appena pronunciato già non Esiste più.
E allora quando dico che il presente Esiste e il passato e il futuro non esistono, voglio dire che il presente è tangibile, osservabile, udibile, gustabile, odorabile; ma la stessa cosa non può essere detto del passato e del futuro, perché essi non possono essere percepiti coi 5 sensi, e possono essere “visti” solo con la mente. E quando si “vede” con la mente, dove per vedere con la mente intendo il pensare, si è o nel passato o nel futuro: il primo non Esiste più e il secondo ancora non Esiste.
Ciò che Esiste, ciò che ha esistenza, è solo il tempo presente e allora, un’altra definizione di Consapevolezza può essere il vivere nel presente, quel piccolo spazio tra passato e futuro al di fuori del tempo. Talmente piccolo che non può definirsi spazio e che in realtà è un punto, perché lo spazio richiama automaticamente il tempo, mentre il presente è al di fuori del tempo perché è eterno.

Fonte:Cosenascoste.com

Sulla meditazione...



Apriamo questo 2009 con la conoscenza e l'approfondimento della MEDITAZIONE.
Il termine meditazione (dal latino meditatio, riflessione) indica in generale la pratica di concentrazione su uno o più oggetti, immagini, pensieri (o talvolta su nessun oggetto) a scopo religioso, spirituale, filosofico o semplicemente di miglioramento delle condizioni psicofisiche.
"È uno stato della coscienza che può essere ottenuto mediante l'indirizzamento volontario della nostra attenzione verso un determinato oggetto (meditazione riflessiva) o mediante la completa assenza di pensieri (meditazione recettiva).La meditazione recettiva ha come scopo l'assenza di pensieri e permette alla di raggiungere un livello di "consapevolezza senza pensieri". È un tipo di meditazione tipica di numerose filosofie e religioni orientali.Nella meditazione riflessiva l'oggetto della meditazione può essere qualsiasi cosa. In genere nella pratica vengono utilizzate visualizzazioni di oggetti fisici oppure semplicemente oggetti che riguardano il mondo interiore come emozioni o qualità, oppure immagini o testi sacri. Questo tipo di meditazione è più vicina alla cultura occidentale."
(Fonte:Wikipedia.it)

Questa è la definizione(credo esauriente) della Meditazione.Ma ora passiamo alla pratica:
Pubblicherò adesso la prima tecnica fondamentale(o primaria) per fare una buona meditazione per chi è alle prime armi:

1)Siediti comodo. Un posto tranquillo e' consigliato, ma non necessario.
2)Chiudi gli occhi. Respira naturalmente. Siediti per circa un minuto prima di iniziare a pensare al mantra per permettere al tuo cuore e respiro di rallentare.
3)Con dolcezza porta la tua attenzione sul tuo respiro e inizia a pensare al mantra, senza sforzarti. Lascialo venire, non forzarlo. Pensa "am" quando inspiri e "sa" quando espiri. Lasciati andare in questo.
4)Permetti ai tuoi pensieri e emozioni di venire e andarsene con distacco. Non provare a controllarle in alcun modo. Notali solo, e quando scopri che non stai piu' ripetendo il mantra, ricomincia a ripeterlo con dolcezza. Non provare a forzarti a pensare al mantra sino all'esclusione di tutti gli altri pensieri. Potresti provare un profondo stato di rilassamento. Medita in questo modo per 20 minuti (per i bambini un po' meno).
5)Quando hai fatto, prenditi un minuto per ritornare lentamente allo stato di attenzione naturale. Non sforzarti ad aprire gli occhi o alzarti dopo la meditazione. Alzarti troppo in fretta dopo lo stato di profondo rilassamento che risulta spesso dalla meditazione non fa bene al tuo cuore. Nota: va bene dare un'occhiata a un orologio. **Non usare un orologio con suoneria.**

Fonte:Etanali.it

Se volete condividere le vostre prime impressioni o esperienze con questa tecnica,potete farlo nei commenti.Grazie e Buon 2009.

“hic et nunc”…



Sa consapevolezza de esistere si manifestada ogni momentu

Giai onniunu prima de mene si esprimiada riguardu a sos ovinos. Deo in qualitade de sardu potto esprimere unu concettu!!

Si calzada goi bene…

Esistiti zente a s’internu de su “grezze” chi pensana de essere a doppiu pede invezes che battos pedes.

De persona mi so abizzadu che vinzas ieo ass’internu de su grezze appo belatu…,
emmo a distanza de tempus appo compresu chi belao…
itte potto acchere…
commo non bi belo prusu, su “grezze” non tene bisonzu de controllo dai parde de su pastore, sa cosa drammadica este chi noisi pensamusu a nos controllare a visenda.

Cando mi allontanu e intendo calicunu belare pro mi tornare ass’ordine de su “grezze”, mi avvizino e li grido is’urica s’istoria de su pastore chi narad goi:


“ non ti fidare de su pastore,
ista attentu a issu, si tue belas che lu ischitas…
si inchiettada, si agitada, semos sempere nois a che lu ischidare, li damos troppus pensieros… e poi semos tottus uguales pro issu.

Si tue belas a issu si abbiada chi mi ippo alluntanende, mi iscuttede, e carcoi orta mi iscuttede metta vinzas de mi ucchiere… però mi lassat biu.
A tie daidi unu charche pro ti narrere grazie ca l’asa ischitadu, ma ischis chi de tene non si pottede ammentare , i su momentu zustu ta da piccare via su vellu, e a nadale sa petha issoro , senza curare s’obbedienza tua!!”
Si ti andada, eni via chin mecus…


La consapevolezza di esistere si manifesta ogni attimo…

Gia qualcuno prima di me si espresse riguardo agli ovini, ma in qualità di sardo anche io posso esprimere un concetto!!
Ci calza così bene…
esistono esseri all’interno del “gregge” che pensano di essere bipedi invece che quadrupedi.
Personalmente mi sono accorto che anche io all’interno del “gregge” ho belato…, si a distanza di tempo ho capito che belavo… che ci posso fare…
Ora non belo più, il “gregge” non ha bisogno di controllo da parte del pastore, la cosa drammatica è che noi pensiamo a controllarci a vicenda
Quando mi allontano e sento qualcuno belare per riportarmi all’ordine del “gregge”, mi avvicino e gli sussurro all’orecchio la storia del pastore che dice così:

“non ti fidare del pastore,
fai attenzione a lui, se tu beli lo svegli… si arrabbia, si agita, siamo sempre noi a svegliarlo, gli diamo troppi pensieri…, e poi siamo tutti uguali per lui.
se tu beli lui si accorge che mi stavo allontanando, mi percuote, alle volte mi percuote tanto quasi da ammazzarmi…, ma mi lascia vivo,
a te, dà un calcio per dirti grazie di averlo svegliato, ma sappi che di te non si ricorderà, al momento giusto ti porterà via il vello, e a natale ammazzerà i tuoi figli per vendere le loro carni, incurante della tua obbedienza!! “

Se ti và vieni via con me….

BUON NATALE!

Vi propongo il mio ultimo POST del 2008.E' dedicato alla simbologia esoterica del Natale in modo da avere un idea in più di cosa rappresenti realmente questa festa.
Colgo l'occasione anche per fare gli auguri di buon Natale e buon anno a tutti.

Ecco a voi l'articolo:

Gesù è nato in Palestina duemila anni fa, ma questo è soltanto l’aspetto storico del Natale. L’apparizione del Cristo è soprattutto un evento cosmico: rappresenta la prima manifestazione della vita nella natura ed il principio di tutto ciò che esiste. Nel corso dell’anno il sole passa per i quattro punti cardinali (equinozio di primavera, solstizio d’estate, equinozio d’autunno, solstizio d’inverno). Nel corso di questi quattro periodi avvengono nella natura grandi trasformazioni, circolano potenti energie che influenzano la terra e tutti gli esseri che la popolano. La Scienza Iniziatica, che ha studiato tali fenomeni, ha constatato che se l’uomo presta attenzione, si prepara e si mette in uno stato di armonia per ricevere quegli influssi, si possono realizzare in lui grandi trasformazioni. Il 25 dicembre rappresenta il momento in cui il sole è appena entrato nella costellazione del capricorno. Infatti il capricorno rappresenta simbolicamente le montagne e le grotte: è appunto nell’oscurità di una grotta (l’interiorità) che il Bambino Gesù può nascere. Per tutto il resto dell’anno la natura e l’uomo hanno svolto una grande attività. L’approssimarsi dell’inverno corrisponde alla sospensione di molte attività, i giorni si accorciano, le notti si allungano: è il momento della meditazione, del raccoglimento. Queste attività consentono all’uomo di penetrare nella profondità del suo essere e di trovare le condizioni per la nascita del Bambino. Attorno alla data del 25 dicembre ha luogo nella natura la nascita del principio cristico (la luce ed il calore che trasformano tutto). Come vivono, invece, gli esseri umani le feste di Natale? Festeggiano gareggiando con ansia spasmodica nell’acquistare e regalare doni per ostentare ricchezza materiale, mangiando e bevendo smisuratamente a tavola. Si va in chiesa, si canta che Gesù è venuto a salvarci per poi continuare la vita di sempre. Questi comportamenti dimostrano quanto gli uomini siano inconsapevoli dell’importanza di questo evento in cui, una sola volta l’anno, le correnti divine si predispongono per creare le condizioni migliori affinché il Bambino Divino (la nuova vita) nasca in ogni uomo. Occorre lavorare, studiare, superare i propri limiti affinché nasca una nuova coscienza che si manifesti come una luce interiore capace di scacciare le tenebre e di indicare la strada da seguire. Per molti non potrà essere più la stessa! Infatti Gesù non è soltanto un personaggio storico, ma rappresenta un simbolo che riveste le innumerevoli realtà della vita spirituale. Fino a quando l’uomo non possiederà in sé luce ed amore, il bambino Gesù non potrà nascere in lui: potrà attenderlo, festeggiarlo ma nulla di più. Se fosse bastata la venuta di Gesù sulla terra le guerre, le miserie, le malattie sarebbero già scomparse da tempo. Certamente non si vuole negare che la nascita di Gesù abbia rappresentato un evento storico di grande importanza, ma l’essenziale sta negli aspetti cosmico e mistico della festa di Natale. La nascita del Cristo (sé superiore) rappresenta un avvenimento che si ripete ogni anno nell’universo (per alcuni è già nato, per altri nascerà fra poco, per altri non nascerà che fra qualche secolo), ma che si può verificare simbolicamente dentro di noi in ogni istante della nostra esistenza. Da secoli si ripete questa storia senza capirla, perché il simbolismo universale è andato perso. Per esempio Giuseppe e Maria sono due simboli della vita interiore: il padre Giuseppe è l’intelletto, lo spirito dell’uomo, il principio maschile; la madre Maria è il cuore, l’anima, il principio femminile. Quando il cuore e l’anima sono purificati lo Spirito Santo (l’Anima Universale) sotto forma di fuoco (amore divino) viene a fecondare l’anima ed il cuore dell’essere umano e nasce il figlio. La stalla e la mangiatoia rappresentano le povertà dell’anima e le difficoltà che l’uomo incontra per raggiungere la spiritualità. E che cos’è la stella? È l’uomo stesso. Un pentagramma vivente che deve esistere in duplice forma (ciò che è in alto è come in basso e ciò che è in basso è come ciò che è in alto). Quando l’uomo ha sviluppato in pienezza le cinque virtù (amore, saggezza, verità, giustizia, bontà) un altro pentagramma (la stella luminosa) lo rappresenta sui piani sottili. Quella stella che brillava sopra la stalla rappresenta appunto la luce cristica che ogni essere può far brillare dentro di sé. Anche i grandi capi religiosi (Melchiorre, Baldassarre e Gaspare) sentono che non sono ancora giunti a quel grado di spiritualità che credevano, per cui vanno ad apprendere, ad inchinarsi ed a portare in dono oro, incenso e mirra: l’oro significava che Gesù era re (il colore giallo è il simbolo della saggezza), l’incenso significava che era un sacerdote (l’incenso rappresenta il campo religioso, il cuore e l’amore), la mirra il simbolo dell’immortalità (ci si serviva della mirra per imbalsamare i corpi e per preservarli dalla decomposizione). I Re Magi hanno quindi portato dei doni che hanno un legame con i tre mondi: pensiero, sentimento e corpo fisico. In quella stalla vi erano solo il bue e l’asinello. Perché? La stalla rappresenta il corpo fisico ed il bue, come il toro, anticamente è stato sempre considerato come il principio generativo (in Egitto, per esempio, il bue Apis era il simbolo della fertilità e della fecondità). L’asino, invece, rappresenta la personalità (la natura inferiore dell’uomo). Questi due animali erano là per servire Gesù. Quando l’uomo comincia a compiere su di sé un lavoro per la sua evoluzione, entra in conflitto con la sua personalità e con la sua sensualità. L’iniziato è appunto colui che è riuscito a dominare queste due energie ed a metterle a suo servizio, ma non le reprime in quanto sono energie straordinariamente utili se messe all’opera sotto il giusto controllo. Il Natale dunque ci ricorda che il significato dell’esistenza umana è quello di risvegliare il sé inferiore al cospetto dell’anima e ciò avviene, all’inizio, mediante l’arte di vivere. Questo è un processo che comporta prove ed errori (spesso attraverso l’esperienza della sofferenza come illusione che infine conduce verso la verità immanente). Ciò è ottenuto gradualmente tramite un riorientamento dei desideri e, in una fase successiva, l’identificazione con il sé superiore. Sono molti gli individui che consapevolmente orientano la propria vita verso le finalità più alte: alcuni si stanno preparando, altri stanno già operando per raggiungere queste finalità. Sono individui che si sintonizzano sempre più con la propria anima e si allontanano da una realtà personale ed egoistica

Cantico


Come puoi, mia amata, rimanere indifferente al mio amore? Come puoi ignorare quanto è profondo il mio desiderio di te? Eppure, ogni mio gesto, ogni mio pensiero, ogni mia opera, è compiuto nella speranza di vederti tornare da me. Come puoi non ricordarti di me? Eppure ti ho sempre amata più di ogni altra cosa! Come puoi aver dimenticato chi sono? Eppure ho sempre vissuto per te!
Ho fatto qualsiasi cosa perché tu ti accorgessi del mio amore… mi sono umiliato, ti ho cercata per un’eternità, ti ho sempre seguita, ovunque tu andassi! Potrei dirti tutto ciò che hai fatto da quando mi hai abbandonato… conosco i tuoi sogni, i tuoi sospiri… so dove vivi, cosa ti piace fare, e quel che non ti piace! So tutto di te. Io e te siamo una cosa sola. Ma tu sembri averlo dimenticato…
Come puoi non accorgerti del mio dolore, e del mio smarrimento? Tu mi ritieni forte, onnipotente, perfetto… ma non ti accorgi di quanto sono fragile, misero, vuoto, inutile, schiacciato dalla desolazione della tua assenza? Anima mia, come puoi non vederlo?


Credi che fra noi vi siano distanze incolmabili… eppure, non vedi che sono sempre con te, ovunque ti trovi? Mi sono reso terra, perché tu potessi poggiare i tuoi piedi camminando senza cadere in un abisso… mi sono reso aria, e profumo, perché tu mi respirassi a pieni polmoni… mi sono resto cibo, e bevanda, perché tu ti nutrissi di me e placassi con me la tua fame, e la tua sete! Mi sono reso luce e colori sgargianti, perché tu mi guardassi… mi sono reso suono, e musica, perché tu sentissi ovunque la mia voce! Mi sono reso ricchezza perché tu mi desiderassi… ho riempito il mondo intorno a te di opere d’arte, perché tu rimanessi estasiata… ho creato ogni genere di cosa per stupirti, interessarti, o carpire la tua attenzione anche solo per un attimo!
Ho assunto ogni forma, e non si possono contare quanti abiti io abbia cambiato per piacerti! Ho portato mille maschere perché tu mi riconoscessi in una di quelle, e parlato mille lingue diverse perché tu mi comprendessi…

Eppure tutto questo appare come uno sforzo vano. Tu non ti ricordi di me, non mi vedi, non mi pensi, non mi comprendi, metti persino in dubbio la mia esistenza! E per dare corpo alla distanza che ci divide, mi immagini irraggiungibile, lontano, impossibile, diverso… ma apri gli occhi! Non vedi che anche in questo momento sono qui, insieme a te, e ti guardo, e faccio di tutto perché tu faccia lo stesso? Ma sembra tutto inutile…
Sei annebbiata dall’infatuazione per un amante che chiami tuo “io”, e che certamente non ti merita, né ti considera per quello che vali. Non vedi che il suo pensiero è distante da te? Egli vede soltanto sé stesso! Mentre io ho persino dimenticato chi sono, per osservarti ogni istante! Lui… ottuso, limitato, imperfetto, prepotente, cieco! Eppure, sembra che tu riesca a vedere soltanto lui, e a me non resta che venire nascosto dalla sua ombra. Non vedi che lui è soltanto un’illusione creata dalla tua mente? Non è che un miraggio, fatuo e vuoto, come tutto ciò che rincorri. Non è che un assurdo automa, con il quale mi hai sostituito.

E di me, cosa pensi? Hai creduto di me quello che ti hanno raccontato ciarlatani e impostori, e quanti si spacciano per miei vicari… Ma ragiona! Potrei io inviarti ambasciatori per rivolgermi a te? Non esiste nulla che potrebbe tenermi impegnato altrove se tu accettassi di ascoltarmi!
Poiché tu mi hai dimenticato, ti sei lasciata ingannare da ciò che altri ti hanno detto di me… non ricordando la mia voce, hai ascoltato la loro… non ricordando il mio volto, hai osservato le false immagini di me che ti hanno mostrato…
Perché non smetti un momento di sforzarti di capire dove e chi io possa essere, se sono già di fronte a te, e ovunque tu volga lo sguardo? Non ti basta aprire gli occhi? Eppure, anche tenendoli chiusi potresti vedermi!
Mi credi severo e autorevole, vendicativo e dogmatico, anziano e straniero… perché non mi conosci. E anche quando mi credi amorevole, buono, saggio, forte e potente… in realtà non mi comprendi. Io sono ciò che vuoi, ma ricordati, non sono nulla senza di te! Ogni cosa nel mondo in cui vivi è un riflesso di me, ma se tu non sai vederlo, io non esisto.

Se invece tu mi vedessi, vedresti in me il sole che illumina le tue giornate, la canzone che ti ha commosso, l’alito di vento che ti ha scosso i capelli, l’incubo che ti ha svegliato nella notte, il brivido freddo di una giornata d’inverno, o il calore di una mano. Sapresti leggermi nel libro che tieni sul comodino, e vedere il mio ritratto sui visi che incontri. Sapresti trovarmi in un cassetto della tua scrivania, o sul fondo di un laghetto di montagna. Sapresti che tutto questo l’ho fatto per te… perché tu potessi vedermi. Perché tu potessi amarmi.


IL RICORDO DI SE 3 (seconda parte)


Quando si inizia la pratica di esercizi per il ricordo di sé si possono verificare due condizioni in particolare: si incontrano subito grosse difficoltà e non ci si ricorda nemmeno di fare gli esercizi, oppure si riesce molto bene per qualche giorno o settimana, ma poi si subisce un rapido calo di energia e si abbandona tutto. Entrambi i comportamenti sono perfettamente normali.
Per qualcuno all'inizio sarà difficile persino il ricordarsi di stabilire al mattino appena sveglio in quali occasioni si sforzerà di ricordarsi di sé durante il giorno. E' necessario trovare la forza di Volontà per eseguire almeno i passi iniziali. Il fatto che durante il giorno non riusciamo a essere presenti nemmeno una volta è perfettamente normale, ma se non ce lo imponiamo con forza non abbiamo speranza di migliorare. E' vitale non abbattersi in questa fase, per quanto possa durare a lungo, e ribadire ogni giorno il proprio desiderio di ricordarsi di sé.
Teniamo a mente che lo scopo è sforzarsi, tendere verso, non raggiungere il risultato voluto. Paradossalmente l'esercizio funziona solo fino a quando non siamo in grado di farlo bene e ci sforziamo di farlo.
Quando si riesce anche per una sola volta a essere presenti mentre si sta compiendo una delle azioni descritte negli esercizi, si deve assaporare quel momento cercando di prolungarlo: "Ecco, sono vivo, sono presente qui-e-ora, mi sto ricordando di me, sono in uno stato di coscienza diverso da quello in cui ero prima e diverso da quello in cui sarò fra qualche istante". All'inizio il lavoro è soprattutto mentale, si è costretti a ripetersi frasi simili, in cui si afferma di essere presenti; con il tempo diventerà uno stato interiore: ci si sentirà presenti senza alcun bisogno di ripeterselo; poi diverrà un fatto emozionale (EMOZIONALE SUPERIORE), e solo questo sarà il vero ricordo di sé!

Grazie al contatto con un sistema di pensiero nuovo e all'entusiasmo iniziale che ne deriva accade spesso che si riesca a svolgere anche più esercizi nella stessa giornata e che ci si accorga subito della differenza fra i momenti di presenza e quelli di sonno. Altrettanto spesso però accade che l'entusiasmo iniziale svanisca e si perda totalmente interesse per gli esercizi, se non addirittura per il lavoro su di sé in generale. I cali di energia devono essere previsti, perché sono ciclici e rispettano leggi ben precise su cui noi non abbiamo potere. Ma già il solo fatto di sapere che tali cali devono obbligatoriamente arrivare serve a non far precipitare l'individuo nell'abbattimento più completo.
I cali devono avvenire perché così vogliono le leggi naturali, che sono cicliche. L'attenzione non va concentrata sul tentativo di evitarli, bensì sui metodi per uscirne velocemente grazie a nuove immissioni di energia: leggere un libro, vedere un film particolare, parlare con persone che sono anche loro impegnate nel lavoro, assistere a conferenze... La necessità di contrastare i cali ciclici di energia è forse il principale motivo per cui non è possibile lavorare da soli e a un certo punto è indispensabile trovare una scuola.

Quando si intraprende la strada del risveglio e si decide di iniziare con gli sforzi per ricordarsi di sé, accade di frequente che agli sguardi dei nostri conoscenti - paradossalmente - si appaia come più distratti e meno presenti. Ciò è normale e accade perché non siamo abituati allo stato di ricordo di noi stessi, che è uno stato di attenzione divisa. Il fatto di dividere l'attenzione, all'inizio, e per un lungo periodo, impiega tutte le nostre energie, per cui succede spesso di dimenticare oggetti, di scordare gli appuntamenti, di girare nella via sbagliata, di non afferrare ciò che il nostro interlocutore sta dicendo. Sembriamo più assenti agli occhi degli altri proprio perché ci stiamo sforzando di fare qualcosa che non abbiamo mai fatto e nessuno fa mai: essere presente.
Inoltre il risveglio ci modifica caratterialmente: tutto ciò che è superfluo nella nostra macchina biologica progressivamente scompare. Di conseguenza alcuni potranno trovarci meno interessanti, o più noiosi, o più seri. In realtà non stiamo diventando meno interessanti, è solo che disidentificandoci dalla macchina e identificandoci con l'anima, non rispecchiamo più le aspettative della società, la quale si fonda sulle caratteristiche della macchina biologica: l'essere al centro dell'attenzione, l'essere competitivi, il discutere con coinvolgimento degli argomenti futili più alla moda in un dato momento, esprimere inutili opinioni su qualunque avvenimento... e così via. D'altra parte diventeremo sempre più interessanti e riconoscibili agli occhi di chi ha intrapreso un percorso di risveglio come noi, o di chi possiede anche solo una visione più profonda dell'esistenza rispetto alla norma.

economizzare l'energia

L'uomo ha in sé la capacità di costruire un nuovo corpo che gli permette di cogliere la quarta dimensione, una realtà completamente diversa da quella che percepisce nelle condizioni ordinarie, una realtà che agli altri risulta accessibile solo per mezzo delle droghe, ma per fare ciò ha bisogno di una quantità notevole di energia. All'inizio tale energia viene ricavata semplicemente dalla drastica riduzione degli sprechi. Un uomo infatti, possiede già nella sua macchina biologica l'energia necessaria a iniziare il lavoro su di sé, ma non ne può disporre perché la disperde continuamente in attività inutili e dannose.
Il suo primo obiettivo deve essere quindi il risparmio di energia. Questo gli consentirà di disporre della quantità di energia necessaria a fare sforzi per il ricordo di sé. Gli sforzi per ricordare se stessi necessitano di molta energia. Tali sforzi con il tempo produrranno episodi di reale ricordo di sé, e questi faranno affluire ulteriore energia da reimpiegarsi nel lavoro.
Per risparmiare energia dobbiamo lottare contro le abitudini che ci costringono a disperderla. Sprechiamo energia provando emozioni negative di ogni sorta (quando siamo in ansia, quando ci arrabbiamo con qualcuno, quando siamo nervosi, quando siamo depressi, ecc), sprechiamo energia lasciandoci ossessionare dall'immaginazione negativa (pensiamo a episodi spiacevoli che potrebbero accadere a noi o ai nostri cari, costruiamo dialoghi immaginari nella nostra testa, alimentiamo inutili fantasie di ogni sorta, realizzabili o irrealizzabili, ecc) e sprechiamo energia utilizzando male il nostro corpo (nel compiere ogni movimento contraiamo molti più muscoli di quelli necessari, assumiamo posture sbagliate, ecc).

Emozioni negative e immaginazione negativa verrano trattate nei successivi capitoli, mentre riguardo all'energia che viene sprecata a causa di un cattivo utilizzo del corpo accenneremo qualcosa subito.
Ogni giorno disperdiamo una grande quantità di energia nella contrazione di muscoli che non sono interessati nel movimento che stiamo compiendo, oppure nella contrazione sproporzionata dei muscoli interessati in tale movimento. Ad esempio, nel semplice atto di piantare un chiodo in una parete contraiamo un inimmaginabile numero di muscoli che non dovrebbero venire coinvolti in quell'atto (muscoli del viso, delle spalle, delle gambe, ecc) e contraiamo sia i muscoli necessari che quelli non necessari con un'intensità sufficiente a trainare il vagone di un treno!
Le posture che assumiamo durante il giorno e il nostro modo di camminare sono scandalosamente antieconomici. In particolare la contrazione dei muscoli del viso, che non è quasi mai necessaria, accompagna tutte le nostre attività (probabilmente avete i muscoli della fronte contratti anche adesso che state leggendo) e causa una fuoriuscita continua di preziosa energia. Ci sono molte persone che vivono l'intera giornata con la fronte aggrottata, lo sguardo corrucciato o la mandibola serrata; tanti digrignano i denti anche di notte.
Tutti viviamo con i muscoli del collo e delle spalle - il trapezio - perennemente contratti. Se in questo momento portate la vostra attenzione alle spalle e provate a rilassarle vi accorgete di averle tenute contratte, senza motivo, fino ad ora.
Rientra nell'opera di economizzazione dell'energia portare periodicamente durante la giornata la nostra attenzione sui muscoli del volto e cercare di rilassarli. Lo stesso deve essere fatto per il collo e le spalle. Ogni qualvolta ce ne ricordiamo, la postura che abbiamo assunto in un dato momento - per parlare, per scrivere o per aspettare il bus - deve essere osservata scrupolosamente, mettendo l'accento sui muscoli che non dovrebbero essere contratti e invece o sono, poiché non siamo consapevoli del nostro corpo e questo è quasi un estraneo per noi.

la gestione dell'energia

Un ultimo appunto riguarda l'afflusso di energia che accompagna gli esercizi di ricordo di sé. Un individuo che decide di fare sforzi a lungo e in maniera intensa consuma molto energia, ma allo stesso tempo il frutto di questi sui sforzi - il ricordo di sé - introduce energia e innalza la sua frequenza vibratoria. Se egli non è seguito da qualcuno che è’ più avanti di lui sul percorso del risveglio (e qui si ripresenta la necessità di lavorare all'interno di una scuola) non sa come utilizzare questa nuova energia, la quale, se non correttamente indirizzata, si riversa nella personalità ingigantendone le caratteristiche.
L'individuo potrebbe andare incontro a maggiore irritabilità, nervosismo, mal di testa, crisi depressive, sbalzi d'umore, disarmonia nella capacità decisionale (scelte improvvise condotte in maniera irrazionale). E' dunque necessario che chi svolge tali esercizi si tenga sotto costante osservazione, diventi lo spettatore e l'analizzatore di se stesso, dei suoi pensieri e delle sue emozioni, in modo da accorgersi di quando il suo carattere inizia a manifestarsi con toni esasperati. Quando si rilevano tali disarmonie è consigliabile interrompere ogni esercizio e concentrarsi esclusivamente sugli altri aspetti del lavoro di risveglio: osservazione delle emozioni negative e controllo dell'immaginazione negativa.

Fonte:OfficinaAlkemica

NEL 2012 TUTTI A LONDRA!!!

Breve Introduzione:
Questo è il mio primo articolo sul genere SINCROMISTICO e spero che possa essere un inizio anche per chi non ne è a conoscenza o semplicemente non lo ha compreso.
Ho cominciato a dedicarmi al sincromisticismo nel momento in cui conobbi questo blog: ,il blog di Naa'ray che sarebbe stato il "Padre" del favoloso successivo The Synopticon.Da quando frequentai questo sito la parola "coincidenza" si eliminò completamente dalla mia mente.Capii che ogni cosa,seppur minima o apparentemente insignificante,era sempre collegata a qualcosa...aveva un senso,un significato oscuro o semplicemente creava nella tua mente un percorso a livelli preciso.
Rivalutai l'importanza dei numeri,dei simboli,dei NOMI e di ogni altra cosa che precedentemente non mi avrebbe nemmeno interessato e quindi cambiato.
Spero con tutto il cuore che possiate comprendere come ogni singolo elemento della vostra vita del passato,presente e futuro(vissuto e non),sia collegato ad ogni cosa.

Partiamo:

Analizziamo prima di tutto il simbolo della città che ospiterà le Olimpiadi del 2012(Londra),il BIG BEN!



Il Big Ben è il monumento più famoso e importante di Londra.E' il simbolo del potere "politico" e sopratutto è il simbolo del "tempo".
Se cercate il significato di questa incredibile "Torre del Tempo" rimarrete delusi...perchè semplicemente non si SA!Ci sono varie teorie intorno a questo nome ma vi assicuro che nessuna ha benchè minima dose di SENSO LOGICO o attinenza a questa famosa Torre.
Ve ne propongo una io allora...
Il Big Ben non è altro che il nome in lingua parlata del famoso "BIG BANG" cioè la nascita dell'universo.
Ragionando su questo nome si trovano molte similitudini e attinenze alla simbologia dell' "Orologio più famoso del mondo".Quali?
Secondo la teoria del Big Bang il TEMPO è nato nello stesso istante in cui è avvenuta la GRANDE ESPLOSIONE(o GRANDE SCOPATA).Il "tempo",quindi, ha avuto origine da quella stessa esplosione(più attinenza di questa) di cui la sua simbologia appartiene al BIG BEN,il simbolo del tempo.
Analizziamone alcune relazioni numeriche:

Il numero 11:
1)Big Ben(BB/22)--->22=11+11
2)Nel Remembrance Day (o Giorno dell'Armistizio) le campane del Big Ben suonano alle ore "11" l' 11/11 (giorno in cui finì la prima guerra mondiale) con successivi 2 minuti di silenzio
3)Nel 29 Ottobre 2005 il Big Ben venne fermato per manutenzione per 33 ore(11x3),il piu lungo lavoro di manutenzione in "22" anni.

inoltre secondo alcuni l'intera struttura del Big Ben è formata da "365" pannelli di vetro.(365 sono i giorni dell'anno secondo il calendario gregoriano)

Ma non solo...Quella di Londra è la "XXX"(trentesima) olimpiade,e Londra sarà l'unica città ad aver ospitato per "3" volte un Olimpiade,quindi:
1)XXX=30=3+0=3
2)in questa olimpiade ci saranno 300 eventi(300=3+0+0=3)
3)la prima edizione dell'Olimpiadi di Londra fu nel 1908(1908=1+9+0+8=18=1+8=9)---->9=3+3+3(XXX° Olimpiade)
4)la seconda edizione fu nel 1948(1948=1+9+4+8=22)---->22/ BB/ Big Ben

Ora passiamo al logo ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012:



Questo è un logo molto particolare...ora vi mostrerò il perchè:

Image

Questa immagine si ottiene facendo un po di lavoretto alla Giovanni Muciacia...basta mettere un po in ordine i vari simboli, che difatti nella configurazione originale non dicono assolutamente nulla.
Ma "NWO"(un termine che dice tutto...) non è l'unica parola che si puo trarre da questo "logo":

http://www.rumormillnews.com/Images/olympicZION.jpg

ZION!!!! vi ricorda qualcosa?E' la città che ritroviamo nel film Matrix:

http://www.roger-pierre.com/images/zion.jpg

La città che ospita gli esseri umani scappati da MATRIX,la grande illusione creata dalle "macchine",e che lottano contro quest'ultime per ottenere la LIBERTA'...cosa potrebbe significare tutto ciò allora?
Se ZION è la città in cui si cerca e si ottiene la Libertà...potrebbe esserlo per noi a Londra?
Pensiamo a ciò che ho descritto in precendenza:
1)XXX(il numero dell'Olimpiade di Londra) è anche un riferimento simbolico-letterale al Sesso(forza creatrice dell'Universo).
2)Ricordiamo che il Big Bang che significa letteralmente GRANDE SCOPATA(come mi ha ricordato Naa'ray di Synopticon).
Quindi se il Big Bang/Big Ben (Grande scopata) è l'inizio di tutto(quindi anche del tempo) potrebbe significare che il 2012(anno dell'olimpiade di Londra) sia il nuovo inizio per la specie umana(ZION) che si ribella e ottiene la "libertà" dopo una grande lotta con le macchine?(Sistema dell'Illusione)

Per commenti e suggerimenti sono a disposizione di tutti...

Fonti:
Synchromysticism Forum