Come trovare Dio?

Perché chiedi di Dio? Cosa vorresti ottenere da questo incontro? Felicità, pace, libertà, verità? Credo siano queste le cose che solitamente vorrebbero raggiungere le persone che chiedono di incontrare dio. Questo, in concreto, significa solo che, ora come ora, quel che tu vivi è infelicità e confusione. Peschiamo, così, dal cilindro dei nostri pensieri, l’idea di dio, sperando di cancellare, con un colpo di spugna, ogni nostro conflitto.. Ma che dio potrà mai essere questo? Un pensiero generato da una mente infelice non credo possa divenire una realtà di pace.

Cerca di guardare lucidamente la realtà che stai vivendo, perché solo da lì riuscirai a far nascere quella perpetua luce interiore che non è frutto di un sogno o di un bisogno di fuggire. Ecco che allora inizierai a vedere anche l’Amore che muove l’esistenza intera, e a quel punto, forse, ti chiederai cosa stia accadendo e da dove venga tutta quella bellezza, ma non trovando alcuna risposta, e rimanendo meravigliata da tanto splendore, forse dirai, “è Dio, è Il Mistero”, o forse rimarrai semplicemente in silenzio. Ma non parliamo più di dio prima ancora d’aver parlato con noi stessi.

Fonte:Dadrim.org

I CHAKRAS(Post Riassuntivo)

Ecco qui elencati i 7 Chakra principali:

1)Chakra della Base
2)Chakra Sacrale
3)Chakra del Plesso Solare
4)Chakra del Cuore
5)Chakra della Gola
6)Chakra del Terzo Occhio
7)Chakra della Corona

I commenti sono ora abilitati.Quindi se volete discuterne fatelo liberamente,oppure su Facebook a questo indirizzo:
Chakras

I Chakras(Settimo Chakra)

Settimo Chakra: È localizzato al vertice del cranio, nella zona del Bregma. É un Chakra non fisico, che si può in buona sostanza definire l’interfaccia tra la coscienza individuale e quella cosmica, universale. Non esiste un settimo Chakra bloccato, può essere soltanto più o meno sviluppato, in relazione al personale cammino spirituale dell’individuo. Non vi sono patologie note e specifiche legate a questo centro energetico, né a livello fisico né a livello mentale o spirituale; si sa solo che l’energia elaborata a questo livello ha effetti su tutti i tessuti e le funzioni dell’organismo, in modo più o meno evidente, intenso ed efficace. Il settimo Chakra è collegato al centro della sommità della testa, ed è rivolto verso l’alto; è collegato con il cervello e la ghiandola pineale. Qui siamo collegati con la sfera dell’essere, che racchiude tutte le forme e le caratteristiche non manifestate. Da questo luogo, un tempo abbiamo iniziato il nostro viaggio verso la vita, e sempre qui proviamo l’unità con il nostro principio originario divino, del quale tutti noi facciamo parte; ed è qui che il nostro campo personale d’energia diventa un tutt’uno con l’universo. Il cammino verso lo sviluppo del settimo Chakra viene indicato dal colore viola. Viola è il colore della meditazione e della devozione. Mentre si è in grado di influenzare intenzionalmente l’attivazione dei sei centri energetici inferiori, nel caso del settimo centro, tutto quello che possiamo fare è aprire noi stessi, e lasciare che le cose accadano attraverso di noi. Utilizzare le energie del settimo Chakra in terapia può essere utile quando si debba fare fronte a situazioni traumatiche gravi; infatti, per es. in relazione ai Fiori di Bach, il rimedio che più frequentemente viene associato al settimo Chakra è Rescue. Le pietre collegate al settimo Chakra sono: Quarzo Ialino o Cristallo Di Rocca, Pietre/Quarzo Ialino, Selenite, Quarzo Elestiale, Calcite Trasparente, Apofillite o Pietra di Poona, Quarzo Latteo, Diamante, Fluorite e Diamantino di Herkimer. Va ancora detto che il sesto ed il settimo Chakra risultano raramente squilibrati, mentre negli adulti quelli più frequentemente scompensati sono il terzo ed il quarto, e nei bambini il primo ed il secondo. A proposito del secondo Chakra, occorre precisare che spesso si trova scompensato nei soggetti femminili che vivono la loro sessualità, intesa sia in senso fisico che psichico, in modo conflittuale, sia a livello d’interiorità sia a livello di rapporti interpersonali o sociali. Nella valutazione dello stato di questi importanti centri energetici, occorre tenere presente anche il processo di crescita dell’individuo, poiché ogni età ha uno specifico Chakra associato ad essa. Nell’età associata ad un determinato centro energetico, questo sarà predominante sugli altri in termini di funzionalità energetica, secondo i seguenti valori (M.=maschio e F=femmina): C.1: 0-7 (M) e 0-6,5 (F) anni; C.2: 8-14 (M) e 7-12 (F) anni; C.3: 15-21 (M) e 13-18 (F) anni; C.4: 22-28 (N) e 19-24 (F) anni, C.5: 29-35 (M) e 25-30 (F) anni; C.6: 36-42 (M) e 31-36 (F) anni; C.7: 43-49 (M) e 37-42 (F) anni

LA DEDIZIONE DEL GUERRIERO

Salve a tutti, sia ai belli che ai brutti, agli educati e a chi fa rutti, :-)
Allora, stavo scrivendo un post che come i precedenti si occupava di tecniche e discipline. Ne ho davvero un bel pò di cose da raccontarvi a tal proposito. Ma, mentre scrivevo cadono a terra un sei-sette libri da uno degli scaffali della mia libreria. Si vede che non erano stati messi bene. Mi alzo, vado a raccoglierli, e ritrovo un libretto che comprai e lessi anni fa, in una estate romana. Ci ero affezionato, perché erano giorni da coniglio bagnato quelli. Mura enormi mi soffocavano l'anima, la ribellione e il lavoro su di me appena all'inizio. Tante speranze, ma anche smarrimenti. Quel libretto aveva tante ingenuità in sé, l'autore è anche un tipo tutto a sé; ma in alcuni passaggi riusciva a trasmetterti qualcosa, a darti speranza, energia, voglia di restare in piedi. E il testo che vi invio era uno di quei passaggi. Non è neanche importante tanto la storia in sé e per sé, per quanto io la trovi significativa, ma il Simbolo che ci sta dietro, la parabola. Quando ti svegli pallido e le tue gambe sono fragili, questi assurdi e infuocati canti di devozione, queste teste che infrangono i muri, queste immagini di chi persiste anche nell'immensità del vento.. beh, ti fanno star bene. Leggevo quel testo e stavo a bocca aperta. Si, è una storia da folli, da matti da legare quella che leggerete, lo ammetto. Forse erano anche degli psicopatici?..:-). Eppure pensavo "chi ha mai visto tanta dedizione? Chi sa dirti una parola con dedizion? Chi sa spendersi così dissenatamente? Chi sa ammantarsi di tale assurda gloria?" Erano giorni quelli in cui ovunque volgessi lo sguardo vedevo solo e soltanto la Bestia Affata di Mediocrità. Depressioni a manetta respirava nella metropolitana e ti parlavano con voce strascicata "ah sì.. va bé.. si vedrà.. magari.. potessi.." E quando, per caso o per impudenza, mi imbattevo in tuoni che colpivano il mare, mi godevo lo spettacolo. Quacluno ancora capace di sfidare la vita, di giocarsi per qualcosa di grande o di splendido, di tale blasfemo amore posseduto da accendersi come un falò sulla spiaggia anche nell'inutilità di un atto, come scavare una buca..
-----------------------------------------------------------
DEDIZIONE
La preghiera intima del Guerriero

Stuart Wilde

E' raro che incontriate una persona veramente devota. Quando è così trovate che è quasi sempre una persona di grande successo. La dedizione è la preghiera intima del guerriero o della guerriera. E' un modo per avere una concentrazione ferrea. Si diventa così attaccati e devoti alla causa che alla fine i desideri si materializzano. Il mondo è pieno di ostacoli. Se rivedete le vite dei grandi uomini e delle grandi donne che hanno attraversato il piano fisico, scoprirete che era la dedizione a renderli speciali. Essi perseverarono nonostante le avversità. Raggiunsero i loro scopi grazie al loro accanimento. Superarono le difficioltà sociali, fisiche e finanziarie e crearono il successo.

La Dedizione è vitale.

Voi dovete vivere la vostra vita come un guerriero e respirare le vostre ambizioni. Se siete apatici la Legge Universale risponderà apaticamente. Se mancate di coraggio, l'energia accanto a voi mancherà di coraggio. Se siete titubanti, la Legge Universale tituberà con voi.
(...)
Quando ero adolescente, avevo un amico che giocava a hockey su prato. Non era molto veloce e neppure molto agile, eppure in qualche modo era diventato ala destra, una posizione che richiede molta velocità nello sfrecciare su e giù per il limite estremo del campo. Ciò che questo ragazzo aveva di speciale era che, sebbene non avesse proprio il fisico giusto, aveva molta tenacia. Ogni volta che lui attaccava per avere la palla, non mollava mai (..). La piccola ala aveva una dedizione quasi perversa. Era anche incredibilmente abile. Quando aveva il possesso di palla, aveva un modo di correre che faceva perdere l'equilibrio agli altri. La palla restava attaccata al bastone come se fosse resina epossidica. Giocava facendo dei movimenti che nessuno aveva mai visto prima. Questa ala correva e correva e spesso batteva gli altri che erano più veloci di lui perché non si arrendeva mail. Era il capo cannoniere e un'ispirazione per la sua squadra. Fu scelto per un campo di addestramento della squadra nazionale inglese e alla fine divenne una delle miglioria ali del paese. Lo fece trascendendo la sua mancanza di velocità grazie alla dedizione, alla tenacia e all'abilità.

Quanto siete abili voi? Potete superare i limiti? Ci siete ancora quando gli altri hanno abbandonato? Se potete farlo, trionferete, perché la Legge Universale risponderà.
Avere dedizione è dire: <>
Il modo per sviluppare la dedizione è incominciare a dedicarsi strenuamente a se stessi. Questo significa concentrarvi sui vostri bisogni, concentrarvi sui progetti che vi danno piacere e prender tempo per constatare che voi siete qui sul piano terreno per sviluppare la vostra evoluzione
(...)
Molti abbandonano poco prima di vincere il primo premio. Poi si lamentano che la Legge Universale non li assiste, il che è un mucchio di idiozie. Se non avete ancora quello che volete, vuol dire che non siete ancora in viaggio. Potete essere vicini alla meta, ma essere vicini al miglior ristorante della città non vuol dire cenare. Voi dovete proseguire fino a quell'ultima gloriosa conclusione.

Otto anni fa, ero con un gruppo di circa quaranta ragazzi che avevano scommesso che in due giorni avrebbero scavato una buca grande come una casa, senza usare apparecchiature meccaniche. La buca doveva essere profonda circa un metro e venti, larga un metro e ottanta. era un sacco di terra da spostare. Con picchi e pale, iniziammo a scavare. Un buca. Dopo circa dieci ore cadde la notte, così sistemammo alla meglio alcune luci improvvisate e continuammo a scavare per tutta la notte. Circa alle quattro del mattino, incominciò a piovere. La buca divenne una pozza di fango. Lo sforzo di portare una carriola in superficie era atroce. Avevamo le ossa gelate e il nostro lavoro fu rallentato al minimo. Pareva che fossimo sconfitti.

Avremmo potuto lasciar perdere e la gente ci avrebbe comunque elogiato per averci provato, ma così avremmo perso e noi lo sapevamo. Poi, uno di noi trovò una corda e ci dividemmo in squadre da due uomini. Uno aveva la corda in vita a mò dimulo, l'altro spingeva la carriola. Usando questo metodo, potevamo portare in cima le carriole cariche di fango. Lavorammo fino all'alba e sebbene il sole lattiginoso del nuovo giorno in qualche modo riscaldasse gli spiriti, il compito sembrava ancora impossibile. Affrettandoci, lavorammo senza sosta. Trascendemmo il dolore e la fatica e scoprimmo di avere dentro nuovo fiato. A fine giornata, la pioggia si arrestò e noi scavammo la terra umida fino a giungere alla più maneggevole terra umida sottostante. Continuammo a usare il sistema del mulo, perché ci accorgemmo che si faceva prima ad avere uno che scavava e uno che trasportava, l'uno incoraggiando l'altro.
La coordinazione era sinfonica:quaranta uomini che andavano e venivano, agitando i picconi in uno spazio confinante, ciascuno estremamente consapevole dell'altro, ciascuno che sosteneva l'altro e tutti spinti da una dedizione a completare il lavoro.
Dopo quarantaquatto ore di scavi senza sosta eravamo ancora lontani dalla meta. Così, incominciammo a correre. Trscinavamo le carriore a trotto, correvamo da un lato della buca all'altro, senza pause, scavando sempre più velocemente. Man mano che accelleravamo i ritmi, l'eccitazione ci diede la forza per superare la soglia del dolore e scavare ancora più velocemene. La buca fu terminata, della giusta dimensione, dopo quarantasette ore e quarantatrè minuti. Finimmo l'impossibile con diciassette minuti di anticipo! Nessuno fu pagato: fu fatto per onore. Un mese dopo una escavatrice meccanica riempì di nuovo la buca.
LA DEDIZIONE: LA SOSTANZA DI CUI E' FATTA LA VITA!



Una vicenda di moderna censura


La vicenda che riporto si è svolta alcuni anni fa, e più precisamente nei mesi subito successivi alla messa in onda, sulla TSI (Televisione della Svizzera Italiana) di una serie di documentari di Werner Weick dedicati allo Gnosticismo, nel dicembre del 2005. La prima lettera che cito è quella con la quale il Vescovo di Lugano, Pier Giacomo Grampa, denigrò questi documentari e con essi tutto il patrimonio storico, culturale e religioso costituito dallo Gnosticismo. La seconda lettera, invece, da me firmata, rappresentò il tentativo di difendere il lavoro di Weick da un lato, e il valore della filosofia gnostica dall’altro. Ebbene, questa lettera non venne mai pubblicata (pur essendo stata inviata alle principali testate giornalistiche ticinesi) con la motivazione ufficiale che il mio scritto era troppo lungo per le pagine della “posta dei lettori”. Motivazione evidentemente falsa (i lettori di tali giornali si saranno più volte imbattuti in lettere ben più prolisse), che serviva a nascondere le motivazioni autentiche di questo rifiuto: la lettera “osava”, e con toni sicuramente più irriverenti di quelli che i media ticinesi usano rivolgere ai membri della Curia, scagliarsi contro i concetti espressi da chi di fatto “guida” l’opinione dei suddetti media… in altre parole, concedetemi l’espressione, si trattò di censura bella e buona.

Se oggi sfrutto la libertà di pensiero concessa dal web per riportare a galla la questione, non è certo per riesumare polemiche ormai spente, ma per dare a tutti voi la possibilità di vedere con i vostri occhi quale sia il livello di libertà d’espressione concesso oggi dai media e come la censura e l’inquisizione non siano mai morte, ma abbiano semplicemente cambiato volto e nome. Se un tempo lo Gnosticismo poteva essere combattuto con il pugno di ferro delle crociate, oggi può essere osteggiato attraverso un uso sapiente e perverso dei mezzi di comunicazione…

 

Un Filo d’Oro “falso”

Di Pier Giacomo Grampa, Vescovo di Lugano

 

Hanno suscitato allarmismo, preoccupazione e in talune persone anche sdegno, le trasmissioni che in preparazione al Natale la nostra televisione ha pensato bene di offrire alla nostra gente col suggestivo titolo di “Filo d’Oro – Le fonti dissepolte”, senza precisare a sufficienza che si tratta di fonti inquinate e fantasiose, con le quali si erano già confrontate le prime comunità cristiane. Si è voluto portare a conoscenza del grande pubblico tematiche obsolete e stravaganti, frutto di menti inquiete e bizzarre, gettando apprensione e confusione nella gente, che chiede al Vescovo una parola di chiarificazione. Senza entrare nel merito dei filmati, ricordo che per fenomeno gnostico si intende un indirizzo di pensiero religioso nel quale confluivano Ebraismo, Cristianesimo e Platonismo, che mirava a condurre l’uomo alla salvezza mistica consistente in una conoscenza (gnosi) divina, identificata con l’intimità stessa con la divinità. Si trattava di una somma di errori che disperdeva e vanificava i dati storici dell’evento cristiano.

Già San Paolo lottò contro le teorie gnostiche presenti fra i Cristiani delle Chiese da lui fondate, come possiamo dedurre dai seguenti passaggi tratti dalla Lettera agli Efesini. “Tra loro vivemmo noi tutti un tempo, presi dai desideri carnali, assecondando gli stimoli della carne e i suoi istinti ed eravamo, per naturale disposizione, oggetto d’ira come tutti gli altri” (2,3).

“A me, il più piccolo di tutti i santi, è stata concessa questa grazia di evangelizzare ai gentili l’inscrutabile ricchezza del Cristo e che tutto Dio, creatore dell’universo, ha tenuto in sé nascosto nei secoli passati per svelare ora ai principi e alle autorità celesti, mediante la Chiesa, la multiforme sapienza divina, secondo il disegno eterno che ha formulato nel Cristo Gesù, nostro Signore, nel quale, mediante la fede in lui, abbiamo libertà di parola e fiducioso accesso” (3,8-11).

Con un auspicio: “… riusciate ad afferrare insieme a tutti i santi, la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità” (3,18). Riprende questa problematica nella “Lettera ai Colossesi”: “Badate che nessuno vi faccia sua preda con la ‘filosofia’, questo fatuo inganno che si ispira alle tradizioni umane, agli elementi del mondo e non a Cristo…” (2,8).

L’Apostolo si scontra spesso con i suoi avversari gnostici, come rileviamo da questi passaggi della “Seconda Lettera ai Corinzi”, in cui denuncia coloro che predicano un Vangelo diverso: “Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, o si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un altro Vangelo che non avete ancora sentito, voi sareste capaci di accettarlo” (11,4), affermando che: “Questi tali sono falsi aspostoli, maneggiatori fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo” (11,13).

Nelle lettere pastorali si parla di coloro che si sono dedicati a false verbosità: “Proprio per aver deviato da queste cose, alcuni si sono perduti in fatue verbosità” (1 Timoteo 1,6). Si precisa che sono ingannatori e ingannati: “I malvagi invece e gli impostori faranno sempre maggiori progressi nel male, ingannando gli altri e venendo ingannati a loro volta” (2 Timoteo 3,13). Si sottolinea che “… hanno deviato dalla verità dicendo che la resurrezione è già avvenuta e sconvolgono in tal modo la fede di certuni” (2 Timoteo 2,18). Si precisa che il loro pensiero si esprime mediante favole, miti e genealogie interminabili: “… e dall’attendere a favole e a genealogie interminabili, le quali servono piuttosto a far nascere discussioni che a favorire l’economia divina della salvezza basata sulla fede” (1 Timoteo 1,4).

Chiaro è poi l’invito dell’Apostolo: “Rigetta però le favole profane, cose da vecchierelle. Allenati piuttosto alla pietà…” (1 Timoteo 4,7), mentre è altrettanto fermo il rimprovero verso coloro che “… e storneranno l’udito dalla verità per volgersi alle favole” (2 Timoteo 4,4).

Anche San Giovanni combatte questa battaglia dicendo degli Gnostici: “sono usciti da noi, ma non erano dei nostri; se infatti fossero stati dei nostri sarebbero rimasti con noi; ma doveva essere manifestato che tutti essi non sono dei nostri” (1 Giovanni 2,19).

Non ritengo di aggiungere altro. A riportare serenità e fiducia credo siano più che sufficienti le autorevoli parole di Paolo e di Giovanni. Il resto sono chiacchere e fantasie. Un oro falso.

 

Grampa e il Filo d’Oro

di Sebastiano B. Brocchi

 

Scrivo in riferimento alla critica mossa dal Vescovo Pier Giacomo Grampa ai documentari di Werner Weick della serie “Il Filo d’Oro” intitolati “Le fonti dissepolte” (dedicati ai Vangeli cosiddetti “Apocrifi”), che la TSI ha mandato in onda poco prima di Natale. Premetto che, personalmente, ritengo questi documentari uno dei migliori prodotti culturali trasmessi dall’emittente di Comano negli ultimi tempi (al di là delle opinioni che si possono avere sullo spinoso argomento trattato).

Ma veniamo alla critica del Vescovo, apparsa sul “Giornale del Popolo”. Uno scritto, quello di Pier Giacomo Grampa, a dir poco allucinante, per chiunque abbia un minimo di informazione storica, esegetica e letteraria sullo Gnosticimo e sulle altre tematiche toccate dall’abile teleobiettivo di Weick.

Ma non sono l’ignoranza o la superficialità a colpire e a ferire la sensibilità di chi a questo tema è addentro, quanto piuttosto la scioltezza con la quale il Vescovo si lancia nell’impresa di definire i prodotti della filosofia gnostica come “tematiche obsolete e stravaganti (…) frutto di menti inquiete e bizzarre”, oltre all’immancabile (e a lungo andare stancante) corredo di giudizi lapidari che caratterizza i comunicati della Chiesa.

Parole pesanti, accettabili forse se pronunciate da un Bernardo di Guy o da un Simone di Montfort nell’epoca dello sterminio dei Catari, ma non se a scriverle è il rappresentante di una comunità cristiana dei tempi moderni. Grampa procede poi con l’esposizione di una serie di citazioni neotestamentarie fortemente pretestuose e alterate nella loro semantica originaria; il tutto per dimostrare che la saggezza dei manoscritti di Nag Hammadi sarebbe nient’altro che un’accozzaglia di “errori che disperdeva e vanificava i dati storici dell’evento cristiano”.

Prima di tutto il Vescovo dimentica di specificare quali sarebbero questi “dati storici” contraddetti dallo Gnosticismo (dato che non esiste alcuna prova archeologica e cronistica che avvalori la storicità di un tale evento). In secondo luogo, consiglio a Sua Magnificenza di controllare meglio i riferimenti a frasi evangeliche prima di farne un utilizzo improprio nel tentativo di suggellare le sue tesi estremiste e conservatrici.

Es.: vedere nelle parole di “Efesini” (2,3) un riferimento alla presunta lotta di San Paolo contro le teorie gnostiche è un’impresa notevole, poiché, semmai, esse sembrerebbero avvalorare l’idea opposta. Il passo loda la liberazione dall’asservimento all’apparenza esteriore, alla materia e al dominio delle passioni (una lode, quindi, tipicamente gnostica).

Quell’enigmatico “tra loro vivevamo noi tutti”, non si riferisce certo ai Cristiani Gnostici, come pretende il Monsignore: al contrario essi designano gli uomini “dormienti” (esotericamente parlando), gli “schiavi”, per così dire, della caverna platonica (il che viene ben spiegato nei versetti successivi di “Efesini”, volutamente tralasciati da Grampa).

Parimenti, la citazione dai “Colossesi” (2,8), non si riferisce certo alla filosofia iniziatica gnostica, bensì ai sofismi e alle dispute farisaiche (problema che, in un differente contesto storico e geografico, veniva già segnalato da Socrate, il quale si scagliò a più riprese contro l’uso distorto della dialettica nelle piazze ateniesi).

E ancora, citando il cap.11 vers.4 della medesima lettera paolina, Grampa sembra dimenticare che nei primi secoli non esisteva una Chiesa “Cattolica” su cui basare l’ortodossia della dottrina, dottrina che, a onor del vero, andava sviluppandosi soprattutto in ambiente gnostico (ambiente che, forse a giusta ragione, rivendicava l’autentica paternità del messaggio evangelico).

Ma il fondo viene toccato con l’iperbole conclusiva: persino San Giovanni, secondo il parere del Vescovo, sarebbe contrario al credo delle comunità cristiane gnostiche. Proprio quel San Giovanni che, fra i quattro (presunti) autori dei Vangeli Canonici, si fa maggiore portavoce della filosofia del Logos …

I Chakras(Sesto Chakra)


Sesto Chakra:

É localizzato al centro della fronte, circa due dita al di sopra della radice del naso; il suo nome in sanscrito significa conoscere, percepire ed anche comandare. Questo Chakra è collegato alla ghiandola pituitaria, al controllo del sistema ormonale ed al cervelletto. Questo centro energetico è importante più che per la sua correlazione con disturbi di tipo fisico, soprattutto per il suo alto significato psichico. Ad esso è correlata la capacità e l’equilibrio psicospirituale, la corretta percezione di sé in relazione a sé stessi, ad un livello energetico che possiamo definire intuitivo, sensitivo, quindi oltre la mente. Molto probabilmente è a disfunzioni di questo Chakra che si possono far risalire patologie psichiatriche gravi, come ad esempio la schizzofrenia. Inoltre, poiché esso e associato alla regolazione di tutti i cicli dei vari piani della persona (fisici, mentali, emozionali, spirituali) occorre fare la seguente considerazione: ogni ciclo è un’oscillazione di tipo bipolare, perciò metaforicamente, ma poi neppure tanto, è caratteristica intrinseca del sesto Chakra il passaggio dalla luce al buio, anche in senso metafisico; da questo s’evidenzia come il buio dell’anima, spesso catalogato come depressione o peggio, possa essere riferito alla sua disfunzione. Il sesto Chakra rappresenta il pensiero, viene anche chiamato Chakra del Terzo Occhio. Questa è la sede delle più elevate facoltà mentali, delle capacità intellettuali, nonché della memoria e della volontà. Sviluppando la nostra consapevolezza, ed aprendo sempre di più il terzo occhio, la nostra immaginazione potrà produrre l’energia necessaria per realizzare i nostri desideri. Quando il Chakra del cuore è aperto e in congiunzione con quello del terzo occhio, possiamo trasmettere le nostre energie guaritrici sia da vicino che da lontano. Nello stesso tempo possiamo avere accesso a tutti i livelli della creazione, livelli che vanno anche al di là della realtà fisica. Una conoscenza di questo tipo ci perviene sotto forma di intuizioni, di chiaroveggenza e d’ipersensibilità nell’udire e nel percepire. Cose che prima avevamo sospettato solo vagamente, ci appaiono ora chiaramente. Le pietre collegate al sesto Chakra sono: Ametista, Fluorite, Sugilite, Lepidolite ed Azzurrite.

I Chakras(Quinto Chakra)

Quinto Chakra: É il centro della capacità umana di esprimersi, comunicare ed ispirarsi, la creatività intesa in senso sottile, il rapporto con i nostri sentimenti. É lo scambio, dare per ricevere. Nel Chakra della gola, la creatività del Chakra sacrale si unisce alle energie degli altri Chakra. Possiamo esprimere soltanto ciò che abbiamo in noi stessi, e una delle finalità del quinto Chakra è proprio quella di consentirci un certo spazio interiore, che ci permetta di riflettere sui nostri pensieri e comportamenti. Quando sviluppiamo il Chakra della gola, i nostri pensieri non saranno più dominati dalle emozioni o dalle sensazioni fisiche, il che rende quindi possibile una conoscenza oggettiva. Le parti connesse al quinto Chakra sono: la tiroide, collo, gola, mascella, orecchie, paratiroidi, trachea, bronchi, esofago, braccia e lo sviluppo dello scheletro. Le patologie fisiche ad esso correlate fanno riferimento alle malattie organiche o funzionali relative agli organi che governa. Il timbro ed il tono della voce sono manifestazioni delle energie del quinto Chakra: tanto più la voce è armonica, piena e rotonda, tanto più questo centro sarà in equilibrio. Le patologie di tipo psichico che fanno riferimento a vishudda sono tutte riferite alla capacità di comunicare, non solo verso l’esterno, ma anche verso la propria interiorità; è tramite questo Chakra che si realizza la comunicazione tra mente e corpo; perciò le cosiddette malattie psicosomatiche possono anche essere riferite in varia misura alla disfunzione di questo Chakra Le pietre collegate con il quinto Chakra sono: Sodalite, Lapislazzuli, Turchese, Larimar, Tormalina Blu Indicolite, Calcedonio, Topazio Blu, Celestina, Acquamarina, Crisocolla, Labradorite, Calcite Verde e Calcite Blu.