L'inganno delle illusioni

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Un giovane, desideroso di entrare a far parte di un monastero, fu interrogato da un anziano monaco, che voleva sapere sino a che punto era disposto a lasciare il mondo:

- "Se tu avessi tre monete d'oro, le daresti ai poveri?"
- "Di tutto cuore, padre"
- "E se tu avessi tre monete d'argento?"
- "Molto volentieri"
- "E se tu avessi tre monete di rame?
- "No, padre"
- "E perché?" chiese stupito l'anziano.
- "Perché ho tre monete di rame"


Dal "Piccolo principe"

"Io conosco un pianeta su cui c'è un certo Signor Chermisi: non ha mai respirato un fiore, non ha mai guardato una stella, non ha mai voluto bene a nessuno, non fa altro che addizioni tutto il giorno e tutto il giorno ripete «io sono un uomo serio!» e si gonfia di orgoglio.
Ma non è un uomo, è un fungo!"


La frenesia del guadagno, il calcolo, l'egoismo, il possesso, l'avere, ininterrottamente esaltati dalla nostra civiltà, riducono l'uomo ad essere simile ad un fungo, una muffa senza sentimenti, emozioni, verità, amore.
Ma tu non temere se vedi un uomo arricchirsi; quando muore non prende nulla con se.

Fonte:Meditare.net
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“L’osservatore e l’osservato sono due aspetti del testimone. Quando scompaiono l’uno nell’altro, quando si fondono l’uno nell’altro, quando si uniscono – per la prima volta il testimone affiora nella sua totalità. …l’osservatore non è il testimone: né è solo una parte. E quando la parte pensa di essere l’intero, sorge l’errore. L’osservatore indica il soggetto, l’osservato indica l’oggetto. L’osservatore significa ciò che è esterno all’osservato e l’osservato significa anche ciò che è all’interno. L interno e l’esterno non possono essere separati, sono uniti e possono essere solo uniti. Quando sperimenti questa unione, o meglio l’unità, in te affiora il testimone. Non puoi esercitarti a fare il testimone. Se lo fai, ti eserciti solo a fare l’osservatore, e l’osservatore non è il testimone. Allora cosa dovresti fare? Dovresti scioglierti, dovresti fonderti,. Guardando una rosa, dimentica totalmente che un oggetto è visto e un soggetto la vede. Lasciati inondare dalla bellezza e dalla benedizione del momento, così tu e la rosa non sarete più separati – diventerete un unico ritmo, un canto, un’estasi”.

(OSHO, Il libro della consapevolezza, Edizioni del Cigno, Giugno 2001, p. 25-26)

Il ricordo di sé di Gurdjieff va comparato più alla pratica dell’osservazione che al testimone di Osho. Il testimone di Osho è comparabile alla realizzazione del Sé. Quindi abbiamo “ricordo di sé” come “osservazione” e “il testimone” come “realizzazione del sé”.

Rispetto alle affinità fra le due figure, per quanto riguarda il livello sostanziale, cioè la realizzazione del “sé” o del “non io” o del “divino” o come la si voglia chiamare, non v’è alcuna differenza. Per quanto riguarda il livello formale, che concerne i mezzi espressivi e le tecniche che un maestro sente più affini alla sua storia e alla sua visione personale, ognuno ha i suoi e sta ha noi scegliere quali sentiamo più congeniali.

Ho spesso mosso alcune osservazioni critiche sulla forma di Krishnamurti. Quelle critiche forse aiuteranno chi, avendo una struttura simile a quella che avevo io, potrebbe incorrere nei miei medesimi intoppi. Mai potrei criticare la sostanza del messaggio di Krishnamurti, perché dove la verità dimora solo il silenzio può parlare. Cosa difficile per molti è distinguere i veri maestri dai falsi, la verità dall’inganno, ma è anche vero che ognuno trova quel che vuole cercare… insomma… ognuno ha quel che si merita.

Che altro potrei dire? Come può una formica descrivere degli elefanti? Non è possibile! Quindi mi sento di aggiungere solo questo: come è facile sedersi sulla loro groppa e lasciarsi portare con fiducia. Se fiducia ne abbiamo!!!

Un caro saluto,

Dadrim

Fonte:Dadrim.org

PERCHE' LE PERSONE GRIDANO QUANDO SONO ARRABBIATE?

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Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Mahatma Gandhi

Parabola sufi

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Un uomo andò da un maestro e costui lo ebbe per diversi anni presso di lui.

Il maestro continuamente diceva a questo allievo: "devi mollare l’aggressività ..."

L’allievo era esasperato e all’ennesima sempre uguale osservazione del maestro, gli disse:

“prova a dirmi un’altra volta che devo essere meno aggressivo e ti riempio di botte!!”

Il maestro rispose:
“devi essere meno aggressivo!”

L’allievo si alzò e lo picchiò di santa ragione.

Uscì dal monastero e cercò un altro guru.

Appena ne trovò uno, costui gli chiese:
“vedo che i tuoi capelli sono quelli di un monaco, di chi sei stato allievo??”

L’allievo rispose: “sono stato allievo del maestro che abita sulla montagna per quasi 12 anni, ma ogni giorno mi ripeteva che dovevo dominare la mia aggressività e allora io l’ho picchiato a sangue e l’ho lasciato quasi morente nel tempio. Tu cosa hai da dirmi?”

Il maestro lo guardò intensamente e gli rispose:
“se tu vuoi diventare mio allievo devi dominare l’aggressività”

L’allievo si rese conto di molte cose…..

Fonte:http://www.meditare.net/racconti/parabola-sufi

Riconcepire come non esistente

Abbiamo necessita di fare un astrazione che ci porti a capire che il tempo non esiste.
Qualcosa ci può aiutare a vederci più chiaro … la nostra mente!!
Si può fare un piccolo esercizio un esperimento:
sveliamo a noi stessi in gran segreto, in confidenza, che il lunedì non esiste …
lunedì 16 novembre 2009 non esiste!?!?!?!?!?!?
Si proprio così … non esiste non è mai esistito e mai esisterà, ma non solo lunedì, neanche la settimana, neanche il mese, etc. etc..
E’ una convenzione sociale dove tutti siamo ficcati dentro fin da quando siamo nati …
Che sapore di nepente comprendere…

Tecniche Viaggio Astrale:Attenzione del rumore nelle orecchie

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Vi riporto un piccolo consiglio per diventare coscienti di noi stessi nel sonno, per rimanere in guardia mentre si sprofonda tra la veglia ed il sonno: (questo era un esercizo presente nel vecchio sito, appena posso lo riesumo e lo porto sul nuovo)

Quando la sera vi sdraiate e tutto tace, attorno a voi tutto è fermo, fate attenzione alle vostre orecchie, concentratevi su di esse e ascoltatene il rumore che è dentro, un fruscio, un vuuuoooo, cercate di ascoltarlo e se ci riuscite di aumentarne il volume, rimanete concentrati su quel rumore sino ad addormentarvi.

Piano piano il vostro io diverrà sveglio pronto a ricevere l'impulso del viaggio astrale e di reagire di conseguenza rendendovi coscienti.

Questo semplice esercizio testato di persona col tempo porta ad avere le vibrazioni immediatamente circa 5-10 minuti dopo che il corpo si è addormentato perche aiuta a rimanere in qualche modo coscienti... in fin dei conti il trucco in ogni tecnica è quello di addormentare il corpo e rimanere consapevoli.. anche se in un primo momento sembra di aver perso coscienza dopo poco ci si riprende facilmente perchè nell'addormentarci abbiamo tenuto un filo conduttore tra la veglia e il sonno concentrandoci sul rumore nelle nostre orecchie.

Fonte:Viaggioastrale.it