LA PRATICA DEL LENTO CAMMINO

Il movimento lento e concentrato è uno dei capisaldi di molte discipline. Ed è di questo che parleremo oggi. Espondendo più che una teoria o una visione del mondo, un esercizio concreto che può essere posto in essere. Quello che voglio di volta in volta condividere con voi non sono semplici letture, ma invito all'azione, alla messa in opera, al cammino di trasformazione.
QUALE CHE ESSO SIA
. Non importa neanche che sia una delle discipline che io vi indico. E' evidente questo. Essi sono Exempla per un fine che le trascende, l'essere cioè "manifestazioni" della concretizzazione dinamica, della sperimentazione e dell'affinamento. In poche parole alla Disciplina, le cui strade sono senza fine. E noi abbiamo solo i nostri mazzi in mano, mazzi di carte e di fiori, comunque da giocare. Ciò che vorrei restasse, non è "pratica questo", ma un incentivo a "praticare qualcosa, qualunque essa sia". Senza pratica, senza coltivazione e passione siamo molto più fragili dinanzi alle pressioni esterne, al vortice inebetente dei pensieri ossessivi, all'indolenza e all'autocompiacimento, che nel tempo ci invigliacchiscono e ci spengono.
Ognuno ha i suoi fiori nella mano. E le persone pian piano si "ritrovano". Sono lente calamite. I simili si imattono tra loro per le strade. Ergo ancora prima di tutto ciò che io e altri possano dire, è il Cerchio che tutti noi siamo, scrittori e lettori che ci trascende, e fa di noi una MUSICA.
E, FINCHE' ESSA ESISTE, NOI SIAMO LA MUSICA.

Ma, superiamo il momento di delirio notturno, ed andiamo alla pratica di oggi.
Il movimento lento e centrato è un caposaldo millenario della Disciplina. E può essere inteso, nelle sue ultime potenzialità, solo da chi ha provato realmente a porlo in essere. Il movimento lento e consapevole è una controforza "centripeta" rispetto alle modalità "centrifughe" ed evasive che disperdono la mente. Nel suo agire ritmico e armonioso, nella sua immersione nell'atto rapisce piano a piano il tuo essere, riportandolo alla Presenzia e da lì dando un'ordine nella confusione, un centro nel mare in tempesta. Chiarezza mentale e forza.
E' un anti-paso per l'ansia. Fermatevi! C'è un trattino in mezzo alle parole.. non un "antipasto", ma "anti-pasto", il contrario del pasto. L'ansia si nutre di modalità sincopate e accellerate, oltreché dello svolgimento consulto delle proprie spinte ossessive. Il movimento lento e centrato manda in bestia la tua ansia cheti bombarderà con pensieri di fretta, furia, insofferenza.
Ma tu le togli il pasto.. :-). Non la nutri. Senti l'ansia e la fretta che crescono inte. La calotta cranica che viene bombardata da mille B-52. Ma tu stai saldo, e non accelleri i movimenti, continui a manifestare la tecnica. Sentirai allora, ancora per diverso tempo, l'ansia. Ma sentirai anche - forse una delle prime volte nella tua vita - che non ti sta soggiogando senza ritegno. La senti, ma.. non le ubbidisci. Ti urla dentro, ma adesso cominci a fronteggiarla. Ti sbraita alle calcagna, ma tu fai altro. Anche l'ansia ha le sue "crisi di astinenza". Ma già il fatto di "reggerla" senza cambiare contegno ti fa sentire forte e diminuisce la presa che essa ha su di te. E poi, furia di non-nutrirla, nel tempo perde il suo potere
Qui non si parla semplicemente di lentezza. Anche una ameba o una larva possono essere lenti . Qui non si parla di comodità, relax o "ozio". Se cercate ozio "cambiate canale". Ce cercate mignottate ansiolitiche come il "training autogeno" o altre forme per "gestire lo stress della vita quotidiana" (sigh) siete capitati nel posto sbagliato. Se credete che siamo della schiera "stravaccarsi in una beata pigrizia", mi tocca deludervi. Qui siamo del partito "l'ozio stressa".Quando parliamo di lentezza non pensiamo all'induzione di una sorta di semiveglia letargica.
Qui piuttosto si vogliono indicare pratiche che, attraverso una "certa" lentezza aumentino intensità, percezione, chiarezza, forza e sfrondino i mille strati del "coitus invertitus" :-).
La lentezza centrata ha molte diramazioni dalla sua, tragitti che "la" hanno incontrata, pur in traiettorie e tragitti differenti. Ad esempio c'è un particolare rituale in uso presso alcuni monasteri Zen e ripreso da alcune scuole di psicoterapia; oltre che da molti atleti e praticabnti sportivi o da persone in cerca di stabilità mentale. E' talmente alieno dalla nostra consueta mentalità che ci sembrerà sfiorare la demenza.
Questa pratica Zen proviamo a concretizzarla in un esercizio applicato ai libri. Ogni mattina ti alzi, vai alla tua libreria (la libreria di casa tua si intende), e prendi tutti (tanto per fare un numero) 30 libri di uno scaffale. Li prendi uno alla volta, e con estrema lentezza li posi a terra. Una volta che li hai postai tutti, li riprendi uno alla volta, partendo dall'ultimo che hai posato via via fino al primo, e li riposi nello scaffale nella loro posizione originaria. Fatto ripetutamente per mesi, un esercizio del genere rafforza enormemente la concentrazione, la calma e al capità di essere saldi anche nelle tempeste.

Ma quello che è il vero oggetto di questo post è una forma peculiare della "lentezza attiva". Si tratta del "camminare lento"; da altri detto anche "meditazione in movimento". Anche questa pratica non ve la propongo come esotica curiosità, ma dopo averla sperimentata personalmente.

In maniera blanda può essere praticato ovunque. Per praticarlo ad alti livelli, andando cioè particolarmente lenti, dovrete trovarvi in un ambiente che non sia frenetico, dove non chiamino.. la polizia, perché bloccate il "traffico umano".

Una lunga strada di paese, un parco con poca gente, un sentiero alberato, un luogo in cui non avete "troppi sguardi" cioè, resta l'ambientazione ideale. Soprattutto "per voi". A molti non piace
sentire addosso gli sguardi degli altri e il timore di essere giudicati strani o un pò "tocchi". Diciamo che se siete sostanzialmente in pace e sereni, e vi sentite liberi, potete andare molto lenti. Ma, se gente ne circola un bel pò, potete lo stesso ridurre il vostro usuale ritmo di movimento e "camuffare" la vostra lentezza con altro, ad esempio con un ripetuto fermarsi a guarda le vetrine.

Passiamo alla messa in atto..

Facciamo conto che tu devi andare ad ad una tabaccheria per comprarti i tuoi amati sigari-finto-veri-cinesi. Ormai ci sei andato milioni di volte. Conosci la strada a mena dito. Vai spedito come sei sempre andato, dritto allo "scopo", con la tua "collaudata" andatura. Pensi al tabacchino e ai tuoi pensieri che come cappa ti gravitano intorno.
Vai in maniera MECCANICA.
LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE HA AZIONATO IL PILOTA AUTOMATICO.
LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE TRASCORRE LA GRAN PARTE DELLA GIORNATA
IN UNO STATO DI SEMIVEGLIA.
LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE NON E', MA AGISCE DA AUTOMA. LE SUE AZIONI SONO PERMEATE DI MECCANICITA'.
Questa disciplina che vi propongo ha lo scopo, tra gli altri, di riportarti a te stesso, farti riscoprire i movimenti, e liberarti dagli automatismi.
La "modalità automatica" sei tu che ti catapulti fuori da casa, fai la solita strada senza vedere nulla di quello che hai sempre stancamente visto, e nel tuo tempo standard arrivi al tabacchino. Anche se ancora non vedi la tabaccheria, tenderai spesso a guardare dritto davanti a te, e a tralasciare tutte le altre modalità di sguardo. Sguardo unidirezionale, con pochi gradi di differenze. Sguardo "rigido". Sguardo da robot. Magari con un bell'ipod alle orecchie, tanto per completare il rincoglionimento.
E poi non sei nel tuo corpo, non sei nei tuoi movimenti. Senza armonia, sgraziato, cammini con i piedi buttati qua e là, con la spina dorsale quasi squilibrata. E l'asse del corpo ondeggia, spostandosi da destra a sinistra. E' un camminare "confuso".
Prova invece ad andara verso la tabaccheria ad una andatura molto, molto più lenta del consueto. Ad esempio, se ci metti dieci minuti standard, prova ad andarci in trenta minuti. Non sarà facile le primissime volte, ti avverto. Dentro di te hai memorizzato un'andatura che è ormai parte di te, e "scatta" come la macchina al segnale verde. Non sarà facile perché avrai la sensazione si dissipare il tuo tempo, con la voce mentale che ti pungola come un supplizio dantesco, "corri corri Guagliò".
Preparatevi, se volete tentare questo esperimento al plotone di esecuzione dei vostri pensieri e delle vostre sensazioni inconsce.
Il leit-motiv sarà facilmente riconoscibile nella sua radica..
CORRI... CORRI... CORRI... FRETTA... FRETTA... FRETTA...
Paradossalmente ti sembrerà di stare ancora più in balia dei tuoi pensieri. L'andatura rapida ha un effetto stordente, ma quando cammini piano, sei più "vulnerabile" ai pensieri. E di questo spesso si ha paura. Specie di quei fastiosi pensieri zecca, ai quali si cerca di non pensare mai.
E poi, potrà un senso di insofferenza, di noia e irrequietezza.
<>. E magari i primi tempi sarà così. Ma se comincerai con questa pratica, a un certo punto vedrai le cose mutare.
Camminando a passo lento, pur di non ammattire senza sapere che cacchio fare, ti sentirai costreto a trovare qualche "appiglio". E comincerai a fare cose che non credevi avresti mai fatto. Pur di non pensare alla tua esasperante lentezza, alla noia, al fatto che ti manca un botto per arrivare da questo dannato tabaccaio, cercherai di indirizzare l'attenzione ovunque.
E COMINCERAI A VEDERE COSE CHE NON HAI MAI VISTO.
Guarderai gli alberi, e magari conterai quante arance o mele ci sono, il loro colore, l'odore che emanano. E osserverai le case, i crepacci sui muri, le buche sulla strada. E, sempre nel tentativo eroico di occupare un tempo che ti sembra non passare mai, e per evitare di prendere il marciapiede a capate, scruterai le montagne in lontananza, noterai i dettagli degli animali. Certo, ti sentirai un idiota all'inzio, non dubitarne. Ma, come diceva un tale "se alcune volte non hai il coraggio di sembrare un idiota, sei un vero idiota".
Tornando a noi, la vostra attitudine allo sguardo muterà radicalmente. Non solo sarete capaci di notare sempre più cose che prima vi sarebbero sfuggite. Ma riuscirete anche a riscoprire le cose già note sotto altre sfaccettature. Quel muro o quegli alberi saranno "diversi", visti in questa dinamica. Troverete in essi altro, tanto altro rispetto a prima. Sarete nel tempo allenati a notare cose che quasi nessun altro nota. Non saranno occhiate distratte e scocciate, ma occhi che colgono i dettagli, le sfumature. E vi sarete talmente esercitati in questa "opera" che quando, in futuro, vi troverete a fare una passeggiata con un amico in un vicolo senza tante pretese per lui saranno strade e muri amorfi e anomimi come tanti altri.. PER VOI NO!
In senso più l ato assisterete a una "espansione della percezione" che rimarrà con voi anche quando la vostra andatura sarà normale. Notate questo passaggio. Qualcosa di diverso, dopo che avrete fatto questo esercizio più volte, vi sarà anche quando non lo farete e camminerete come prima Che intendo?
Quando andavate alla tabaccheria perima dell'esperimento la vostra sfera di percezione è molto rigida e contratta, con uno sguardo dritto e monodimensionale che "notava" solo ciò che appariva nello schermo orizzontale dinanzi ai vostri occhi. Con la pratica del camminare lento invece vi siete esertcitati a muovere gli occhi in mille direzioni, su e giù, a destra e a sinistra, per trovare cose da osservare per riempire i sensi e la mente nel tempo del cammino.Quell'andare in una molteplicità di direzioni lascia una "memoria sensoriale" negli occhi e attiva movimenti impercettibilie e immaginazione intuitiva. E quindi, quando farete in futuro quella strade con la vostra andatura standard NON SARA' PIU' COME PRIMA. Mentre guardate avanti, una parte dell'occhio percepirà anche ciò che avviene ai lati. Non necessariamente "vedrà",ma "percepirà". La vostra intuizione ne risulterà notevolmente ampliata. Non solo coglierete piccole ombre, fugai movimenti, dettagli appena riflessi nella coda dell'occhio, ma il vostro allenamento sensoriale attiveròà nella mente canali di "decifrazione", per cui da quell'ombra e da quel lampo qualcosa in voi richiamerà un cane, o un sasso in avvicinamento sul vostro cranio, o l'idea di un uccello o di un pomodoro spiaccicato che vi sta aspettando per terra per farvi scivolare.
COMINCERETE A SVILUPPARE LO SGUARDO "LATERALE". SARETE MOLTO PIU' SVEGLI, RAPIDI, SICURI NEI PERICOLI, CHE "SENTIRE" AVVICINARE, ANCHE QUANDO NON LI VEDRETE.
Avete presente quei film di arti marziali in cui il maestro para il colpo anche se viene da dietro e lui non può vederlo? A parte esegerazioni cinematografiche, i grandi maestri di arti marziali sono davvero capaci di ciò. Non è che sono stregoni, ma attraverso tecniche come quella che vi ho indicato hanno espando enormemente la loro "vista". E vedono anche quando "non vedono".
Inoltre, come abbiamo detto nelle prime battute, la pratica del "lento cammino"toglie all'ansia il suo nutrimento. I pensieri di ansia verranno come cornacchie ma non avranno il loro posto.
I vostri gesti diverranno poi più puliti e precisi. Sarete più essenziali, ma anche più concentrati e intensi. Con uno sguardo, una parole e un gesto potrete "dire" molto di più che in sfuriate e interminabili conversazioni degli altri. E quello che "direte", soprattutto, avrà Potere.

Questo è un buon esercizio amici. Esiste da millenni. E non è difficile da attuare. Provate. Provate tutto. Tutto quello che la prossimo sole gravido porterà, provatelo..proviamolo. Non sprecate nulla. Il Sentiero ci chiede Cuore grande, Polmoni aperti e Braccia forti.
Che la Grande Tartaruga vegli su di voi, pirati e bandidos del Web..

3 commenti:

Timor ha detto...

Veramente un'altra pratica superba delle infinite tecniche dell'Accorgersi.

Accorgersi di che? Della pienezza della vita che sgorga anche dalle crepe dei muri quando gli schemi delle mente iniziano a creparsi

Ciao e Grazie

athena serena ha detto...

mmm... spezzo una lancia in difesa dell'i-pod nelle orecchie ;-)

Duncan ha detto...

Athena anche io lo sento di tanto in tanto.. ;-).. Piuttosto intendevo l'inebetimento continuo.. quelli che se non sei con l'I-pod, sei col cellulare, con la plauìystation.. in continua "Dispersione", senza mai riuscire a focalizzarsi su qualcosa. Senza mai, soprattutto, riuscire ad andare in profondità su niente.
Quindi.. nell'alto dei poteri conferitemi da questo Blog ti permetto di poter usare l'I-POD.. hahaha.. ciao a tutti..