IN UTERO (O I DUE GEMELLI)

Questa volta invece di parlare di tecniche voglio condividere con voi una storia molto evocativa e simbolica tratta da un libro di Wayne W.
Una storia dedicata a chi sa vedere più lontano, a chi va al di là dello scetticismo...
In questa storia come vedrete ci sono due gemelli, Ego e Spirito, che comunicano all'interno di un utero.
E' una meravigliosa metafora delle voci esterne ma anche di quelle interne a noi. Ci sarà sempre chi non avendo mai "visto" smorzerà ogni entusiamo e ogni speranza e tenterà di tenerti legato alla terra e al fango quasi sbattendoteli in faccia e ripetendoti con aria compiaciuta "c'è solo questo, c'è solo questo, tutto è solo carne che lentamente muore, tutto è buio e insensatezza e il resto sono frottole, afferra il tuo cordone e ricorda che sei solo.." Ma altri la sanno più lunga e non si lasciano ammorbare, vedono la luce anche nell'oscurità, sentono sapori che sono nell'aria anche se il cibo non si vede, nel loro profondo sanno che non è "già tutto qui", non sarà mai "già tutto qui".
Ma è soprattutto una dialettica interiore. Al di là dei nomi dei personaggi, dentro ogni persona c'è una voce di avvilimento, resa e cinismo. Una voce dinanzi all'utero vede solo l'utero e non puòcredere alla Madre lì fuori perché non può andare oltre ciò che vede, oltre il metro quadro. E' la voce che ti dice che tu sei solo un meccanismo, un ingranaggio, una piccola rotella preda di forze esterne. Crede alle manipolazioni rimbombanti che fanno credere che ogni essere sostanzialmente striscia, sostanzialmente sopravvive prima di scomparire nel nulla cosmico.
Ma c'è quell'altra voce, l'altro Leone. E quell'altra voce non muore mai del tutto perché non può morire. E' una radicale tendenza, una speranza indomabili, una passione trascendente, una magnifica ossessione. Nei nostri momenti migliori, quando siamo ispirati la sentiamo.. e quella voce ci dice che noi siamo molto di più di quello che pensiamo, che vale la pena credere, vale la pena camminare sulla corda tesa, perché oltre la corda tesa ci sono le montagne. E quella voce che ti dice che sì puoi guarire anche se tutti ti danno per spacciato, che puoi trovare la strada anche se lì fuori è tutta nebbia. E' la voce che ti fa sentire che c'è uno scopo più alto nel vivere oltre il consumare, consumare, consumare. Spirito in questo caso è la voce del Coraggio, della Passione, dell'Amore.
L'Amore è coperto dall'aura della follia, l'Amore sfida le regole del mondo, l'Amore va contro la logica della paura e dei piccoli recinti, oltre il deserto delle emozioni, oltre il tirare a campare o il manipolarsi a vicenda. L'Amore è il Segreto di Spirito, il poker d'assi contro il potere opaco e avvilente di Ego. Perchè quando là fuori è sangue e merda, quando le braccia sono spezzate e le gambe sanguianti, quando la cantilena è una cantilena di resa, sarà l'Amore che ti farà "sentire" che c'è un vita oltre l'utero, c'è un sole che non hai mai visto e c'è una Madre pronta ad accoglierti. L'Amore ti farà sentire che non sei solo, che nessuno è veramente solo... e ti farà lottare come un assatanato, come un guerriero di fuoco, con la forza di dieci, di cento, di mille. L'Amore ti farà compiere il Miracolo. Perché i Miracoli avvengono ancora. Ogni giorno la Terra è
bagnata dal sangue e dalla ferocia, ma ogni giorno, ogni singolo giorno, milioni di fiori nascono e la Bellezza dilaga nel Mondo. Con gli occhi dell'Amore la notte in cui adesso tu sei immerso non ti spezzerà e non ti ridurrà all'impotenza. Con gli occhi dell'Amore saprai alzarti impiedi e correre oltre la tensione muscolare, oltre l'acido lattico, oltre i lividi sulla pelle, oltre i confini del dolore. Tutto questo rientra nel simbolo di Spirito se proviamo a leggerlo attentamente, tutto questo è anche di più.
Spirito è quel canto nel Cuore, è quel Fuoco Sacro, quella voce che urla nel deserto e che ti urla.. vai oltre.. vai oltre.. vai oltre.. oltre la follia, oltre il buco nero del passato, oltre le mille trappole della mente.. oltre la nausea.. oltre la soglia del dolore. E' questa specie di Amore che ti terrà sveglio, che ti terrà saldo, che ti darà forza, che ti guiderà fuori dal labirinto quando scenderà la notte.
E adesso vi lascio alla storia.
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Ci sono due bambini stretti tra le pareti dell'utero materno che parlano tra loro. Per maggiore chiarezza chiameremo questi due gemelli Ego e Spirito.
Spirito dice a Ego: "So che per te sarà difficile da accettare, ma credo veramente che dopo la nascita ci sia una vita".
Ego risponde:
"Non essere ridicola. Guardati attorno. Non esiste altro che questo. Perché devi sempre pensare a qualcosa che sta oltre questa realtà? Nella vita devi accettare il tuo destino. Mettiti comoda e dimentica tutte queste sciocchezze sulla vita dopo la nascita".
Spirito si tranquillizza un pò, ma la sua voce interiore non sa rimanere silenziosa a lungo.
"Ego, adesso non arrabbiarti, ma ho qualcos'altro da dire. Io credo anche che esista una Madre". "Una Madre!" scoppia a ridere Ego. "Come fai ad essere così assurda? Non hai mai visto una Madre. Perchè non puoi accettare l'idea che non esiste altro che questo? L'idea di una Madre è folle. Tu sei qui, sola con me. Questa è la tua realtà. Adesso afferra saldamente quel cordone. Và nel tuo angolo e smettila di essere così stupida. Credimi, non c'è nessuna Madre".
Riluttante, Spirito interrompe la conversazione con Ego, ma la sua inquietudine ha ben presto la meglio. "
Ego", implora, <per favore, ascolta senza rifiutare la mia idea. In qualche modo io sento che le costanti pressioni che entrambi avvertiamo, quei movimenti che a volte ci fanno stare così scomodi, quei continui cambiamenti di posizione e quella sensazione di essere sempre più avviluppati via via che cresciamo, ci preparaano per un posto di luce splendente, e noi lo sperimenteremo molto presto".
"
Adesso capisco che sei completamente pazza" risponde Ego. "Finora hai conosciuto soltanto il buio. Non hai mai visto la luce. Com epuò anche solo sfiorarti na simile idea? I movimenti e le pressioni che senti sono la tua realtà. Tu sei un essere distinto e separato. Questo è il tuo viaggio. Oscurità e pressioni e la sensazione di essere avviluppata fanno parte della tua vita. Dovrai combatterle finché vivrai. Ora afferra il tuo cordone e stai tranquilla, per favore".
Spirito si calma per un pò, ma poi sbotta un'altra volta. "
Ego, ho ancora una cosa da dire, una sola, e poi non ti annoierò più".
"
Continua" risponde Ego impaziente.
"Io credo che tutte queste pressioni e questa scomodità non solo ci condurranno verso una luce celestiale nuova, ma che quando la sperimenteremo, incontreremo la Madre faccia a faccia e conosceremo un'estasi che supera qualsiasi cosa abbiamo sperimentato fino a questo momento".
"
sei veramente matta, Spirito. Ora ne sono profondamente convinto".

8 commenti:

VERITAS2012 ha detto...

Una bella lotta eh?
come viene detto in qsta storia,EGO E SPIRITO sono 2 GEMELLI che nasceranno dalla stessa Madre...in quanto tali nessuno dei 2 è più importante dell'altro...è il solito meccanismo della dualità...BENE E MALE,GIUSTO E SBAGLIATO e cosi via...sai quando avviene il miracolo?quando i 2 si uniscono formando un UNICO BAMBINO che nasce dalla Madre...IL MIRACOLO DELLA VITA :)
ma prima di quel momento dobbiamo capire cm farli andare d'accordo qsti 2,perchè come ci viene raccontato in tutte le storie nessuno dei 2 vuole MAI ammazzare o eliminare l'altro...ma semplicemente LOTTARLO..

Duncan ha detto...

Grazie per la risposta.. molto arguta e niente affatto scontata..
Credo che la via della integrazione di cui parli sia molto saggia.
Ma forse è un punto successivo. Cioè moltissime persone sono completamente avvolti in una cappa di non speranza, di disperazione, di sottomissione alle idee più limitanti dell'ego..
E forse ci vuole un momento iniziale in cui lo Spirito lotta per non essere spento del tutto.. per aprire nuove porte a quella persona. Una volta che lo Spirito sarà entrato nella sua vita.. allora, ci si potrà incamminare sulla via della Integrazione.
Tieni anche conto che in questa storia Spirito non è pura trascendenza contrapposta all'Io concreto e alla vita. Egli, sempre in questa storia parlo, concede a Ego il diritto di esistere, non nega la realtà dell'utero.. ma vuole semplicemente dire.. "c'è di più!"..:-)
Grazie ancora..

Anonimo ha detto...

Duncan ma cosa é poi mai questo spirito? Osservi te stesso continuamente, cerchi di essere presente e vedi che l' ego è onnipresente, a parte in quei momenti di osservazione. Lo spirito può essere la semplice capacita di autosservarsi? Te lo dico perché a volte mi sento come un cane che si morde la coda; cerco di sfondare il muro ma non trovo altro che ego e ancora ego mascherati da voglia di trascendere. E quei momenti di beatitudine scaturiti dall' osservazione della realtà sono davvero incantevoli ma spesso li vedo come pure pausee allo scorrere del flusso; quasi come un affresco.

Un saluto

Zacomo

Anonimo ha detto...

Rivolgo la domanda anche a Veritas.

Zacomo

Duncan ha detto...

Anonimo.. innanzitutto faccio prima la prova se mi fa pubblicare i commenti.. perché, per qualche diabolico complotto (credo ci sia di mezzo un accordo tra Vaticano e Mossad :-) sono giorni che non mi fa pubblicare i commenti.. facciamo sta prova...

Duncan ha detto...

Mannaggia, il post che ho scritto ora non me lo posta. Provo a dividero a pezzi
Bene. Funziona. Le mie preghiere alla Grande Tartaruga sono servite a qualcosa..
Caro Anonimo..
Poni quesiti decisivi. In realtà non si possono dare risposte definitive, tanta è immensa la tematica. Dobbiamo innanzitutto emanciparci dalle parole. Non restare ancorati a termini come Ego e Spirito. Tu dici che vedi sempre Ego in cerca, strato dopo strato. Ma cosa intendi tu per Ego? E quale credi che sia uno stato di non Ego? Perché immagini che Spirito possa essere l'autoosservazione?
E soprattutto cosa vorresti? E' una domanda importante questa.
Cosa cerchi? Riusciresti a definire qualcosa di quello a cui aspiri... seppur vagamente e per sommi capi?
E cosa è per te liberazione dall'ego? Una cessazione di ogni pensiero? Una deprivazione sensoriale? Una grande quiete?
Comincia a non impelagarti in parole totem come EGO, SPIRITO, CONSAPEVOLEZZA. Con queste parole ora potrei farti della bellissima filosofia, ma poi..servirebbe?

Duncan ha detto...

Dobbiamo provare a fare una viaggio anche verso il concreto.
Dimentica i grandi tomi, dimentica per un momento ciò che ti hanno detto circa l'obiettivo finale della pratica. E prova a scrivere, disegnare, immaginare ciò che per te può essere liberazione o evoluzione. Pensa a uno stato d'animo, a esperienze particolari, a momenti di ricongiungimento con te stesso, stati di sogno,ecc.
Pensa a ciò che vorresti dalla vita, dai prossimi giorni che ti attendono. Pensa a come vorresti vivere, e ciò che vorresti creare, dare. Pensa anche a quali muri senti profondi in te.
Entra in te con grande libertà senza sentire troppo la pressione di concezioni, teorie, insegnamenti. Leggili, nutriti di essi se vuoi, ma non stare a seguire altri spartiti.
Perché spirito dovrebbe essere semplicemente la capacità di autoosservarsi?
Perché parli di ego sotto ego a furia di scavare?
Probabilmente c'è del vero in questa affermazione. Ma siamo sicuri che tutto ciò rappresenti davvero un problema o, che sia davvero eliminabile?
Finchè viviamo non credo che l'ego o "gli" ego possano mai sparire del tutto. Anche perché bisogna capire che si intende per Ego. Se per ego intendi anche il desiderare, l'agognare, lo sperare, il vivere fenomenico, le esigenze del corpo.. queste non potranno mai sparire a meno che non tenti la via della ascesi totale come un antico eremita o uno yogi radicale. Non potranno sparire, ma anzi svolgono anche un loro ruolo.
Se continui a scavare, troverai ego sotto ego, se la vedi in questo senso. Non credo bisogna forzarsi per raggiungere una tabula rasa, che si possa spazzare via tutto. Credo che può anche essere un fattore di tensione e autogiudizio perenne questa credenza.

Duncan ha detto...

Piuttosto che abbattere ogni manifestazione dell'ego, si tratta di crescere anche "attraverso" l'ego.. superando le parti più tossiche, integrando le parti più benefiche, purificando la propria esistenza, uscendo fuori dai bozzoli autoreferenziali e aprendoci alla realtà per viverla nella sua ricchezza ed essere noi, anche noi, ricchezza per gli altri.
Cosa è Ego? Se aspiri a un tuo sogno è ego? Se vuoi fare l'amore è ego? Se ami tuo figlio appena nato è ego?
Magari si può anche chiamare così queste esperienze.. ma che importa?
Se siamo in questa dimenione terrena, vuol dire che ha un senso, un senso profondo sperimentare anche la terra.
Sperimentare non vuol dire essere succubi delle peggiori influenze. Sperimentare, e allo stesso tempo crescere, aprendoci a piani più alti. Non supini, ma attivi. Integrando in più ricche sinergie e non brutalmente tagliando parti del nostro essere.
Nel racconto poi i nomi non vanno presi come dotati di un senso universalmente condiviso in tutti i casi simili. Lo Spirito del racconto che ho postato non simboleggia ciò che molti intendono con Spirito.
Anche qua. Non lasciamoci incaprettare dalle parole:-)
Lo Spirito del racconto non è pura ascesi o assoluta trascendenza. Non è rifiuto o negazione antivitale.
Non nega o disprezza l'ego. Lo Spirito del racconto è colui che dice -C'è di più..
Quattro piccole parole. Ma dentro hanno quanto di più grande possa essere anche solo immaginato. Spirito allora è tanto la Trascendenza, quanto la vita vissuta in uno stato di espansione, speranza, fiducia, fede.
E' la capacità di vedere la Luce anche nel Buio. Di sentire il Coraggio anche in mezzo alla Paura. Di aprirsi all'Amore anche in mezzo al dolore, alla paura e alla disperazione.
Lo Spirito del racconto abbraccia l'Ego, ma va Oltre.
La madre la vedi?, gli chiede. Tu non la vedi, sei separato, ti sei rinchiuso, per te esiste solo questo mondo tra due pareti uterine- gli dice. Ma io sento questo Amore, e credo anche se non vedo. C'è di più.. questo è il suo Mantra.
So di non averti risposto. Ma non volevo darti comode formule, magari belle da ascoltare e con una atmosfera sapienzale, ma che poi altro non erano per te che una lettura. La mia non è una risposta. Ma un inizio di risposta, l'invito a un viaggio, un pò di spunti buttati nel tuo campo..
Se vuoi anche l'inizio di un dialogo. Rifletti, fai i tuoi viaggi interiori e poi possiamo continuare questa discussione.
Mi scuso per aver dovuto dividere il commento a puntate. Ma intero o per pezzi troppo grandi non me lo fa passare. Non so per quale diavolo di motivo.
Un caro saluto